inizio scrivici! feed rss
banner day

Le cattive abitudini alimentari degli italiani

Il 37% degli italiani mangia in modo scorretto e soffre del proprio stile alimentare, non riuscendo ad avere tempo o volontà per un’alimentazione sana. La colpa è in parte da attribuire ai ritmi frenetici della vita, in parte allo stress, in parte all’incapacità di resistere alle tentazioni.

Quasi 21 milioni di italiani mangiano pasta tutti i giorni, a pranzo e a cena, ma 1 italiano su 4 risparmia sulla frutta perché troppo cara. A compensare i risparmi di chi non mangia frutta ci pensano però 8 italiani su 10 che preferiscono lo spuntino fuori casa ad una cena preparata con le proprie mani, destinando alla sregolatezza di aperitivi e spuntini da bar quasi 71 miliardi.

A fotografare il rapporto degli italiani col cibo è stata un’indagine della Coldiretti e del Censis, dalla quale emerge come negli ultimi 60 anni i gusti alimentari degli italiani siano cambiati, peggiorando: il consumo di carne è aumentato del 300% mentre quello del vino è diminuito di un terzo. Vi ritrovate in uno di questi ritratti dell’italiano a tavola o siete tra quelli il cui comportamento fa alzare la media?

http://www.benessereblog.it/post/4941/un-italiano-su-tre-mangia-male-ed-e-frustrato-a-tavola

Abolire la pausa pranzo 2 : i consigli del nutrizionista

La pausa pranzo è ormai un’abitudine per moltissimi lavoratori che avendo poco tempo a disposizione non possono tornare a casa a pranzare.

La pausa pranzo essendo una cosa quotidiana deve essere salutare e diventare un pasto regolare al pari degli altri e per ciò essere possibile si dovrebbe portare a casa oppure mangiare nella mensa aziendale, anche se forse prepararsi le cose da se è sempre meglio. Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di governo, aveva proposto di eliminare la pausa pranzo per lavorare di più e non perdere tempo, ovviamente questa cosa è stata criticata perchè viola tutte le regole del buon senso e della sana alimentazione.

I nutrizionisti si sono tutti schierati contro le dichiarazioni del ministro Rotondi, che sono una buona parte di quello che non si dovrebbe mai fare come per esempio saltare i pasti o concentrare il cibo la sera, insomma va bene produrre ma non si deve mai mettere la nostra salute in secono piano.
 
Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’INRAN ha dichiarato: “Da un punto di vista nutrizionale saltare i pasti è quanto di più negativo si possa fare Pranzare è importante per ricaricare il fisico, soprattutto quando si lavora: esiste un calo fisiologico dell’attenzione tra le ore 14 e le ore 16, che non è necessariamente legato alla pausa pranzo, ma al ritmo sonno-veglia. Piuttosto, è fondamentale scegliere piatti equilibrati e sani, adeguati al proprio fabbisogno calorico e al proprio dispendio quotidiano di energie“.

Il succo d’uva rinforza la memoria

Uno studio dell’Università di Cincinnati presentato alla International Polyphenols and Health Conference di Harrogate in Gran Bretagna ha confermato un felice sospetto che circolava da tempo. Secondo gli studiosi, infatti gli antiossidanti presenti nella buccia e nel succo dell’uva sono in grado di potenziare le capacità cerebrali e ridurre la perdita di memoria.

I ricercatori hanno studiato gli effetti del succo d’uva su un gruppo di 12 pazienti appartenenti alla fascia d’età 75-80 anni che soffrivano di perdite di memoria a breve termine. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha bevuto succo d’uva puro al 100% per 12 settimane. Alla fine del periodo di prova i due gruppi sono stati confrontati sulle capacità di memoria.

Il succo d’uva aiuta nel mantenimento della memoria spaziale, non verbale e a breve termine. Risultati incoraggianti, perché questo studio mostra come la dieta, in particolare una ricca di frutta e vegetali, aiuti a mantenere una buona memoria, soprattutto per chi ha un’età avanzata.

uva

Non sprechiamo il cibo:contribuisce all’effetto serra. Un americano butta 1400 calorie di cibo al giorno…

 L’impatto ambientale dei rifiuti alimentari è maggiore di quanto si pensi. Il cibo buttato contribuisce infatti all’eccesso di consumo di acqua dolce e di combustibili fossili oltre che di gas serra, come metano e biossido di carbonio, durante la fase di decomposizione. Questi i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Plos One , condotto dai ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases , che hanno calcolato il contenuto energetico degli scarti alimentari complessivi negli Stati Uniti. Ai rifiuti alimentari corrisponderebbe quasi un quarto del consumo totale di acqua potabile e a oltre 300 milioni di barili di petrolio all’anno, circa il quattro per cento dei consumi complessivi di petrolio degli Stati Uniti. I ricercatori hanno trovato che dal 1974 a oggi negli Stati Uniti i rifiuti alimentari pro capite sono cresciuti del 50 per cento, superando le 1400 calorie per persona al giorno, per un totale complessivo di 150.000 miliardi di calorie all’anno. Alla luce di questi risultati, le valutazioni condotte in studi precedenti sottostimavano del 25 per cento queste quantità. Gli scienziati hanno calcolato la differenza fra i rifornimenti alimentari negli Stati Uniti e il cibo consumato dalla popolazione, quest’ultimo stimato sulla base di modelli matematici già validati da altri studi che correlano il peso corporeo, il suo metabolismo e il cibo assunto. Secondo i ricercatori, il progressivo aumento degli scarti alimentari indicherebbe che “l’epidemia” di obesità che desta tanto allarme nel paese potrebbe essere il portato di una accresciuta disponibilità di alimenti e delle politiche di marketing di industrie alimentari e e catene di distribuzione che rendono i cittadini incapaci di commisurare l’assunzione e l’acquisto di cibo alle loro necessità.
E pensare che in altre parti del globo la fame è ancora emergenza.

effetto serra

Tre alimenti bruciagrassi… non un mito ma realtà: dimagrire mangiando!

E chi lo immaginava che esistono cibi brucia grassi? Cioè, se li mangiamo non solo non ingrassiamo ma addirittura dimagriamo. Un sogno!!!

mandorle

Niente abbuffate, intendiamoci, ma chi poteva immaginare che uno snack a base di mandorle aiutasse ad accelerare il metabolismo e quindi a bruciare calorie? E invece è proprio così! Già mi immagino i nostri lettori ingurgitare quantità enormi di mandorle… attenzione che troppe quantità producono l’effetto opposto!

frutti dibosco

Se le mandorle sono l’alimento più “dimagrante” per eccellenzza, al secondo posto si piazzano i frutti di bosco, purtroppo difficili da coltivare in Italia, ma disponbili sui banchi di frutta più forniti. Chi fa esercizio fisico e inserisce i frutti di bosco nella sua alimentazione, può star certo che questi piccoli concentrati di vitamina C permetteranno di bruciare fino al 30% di grasso in più durante gli esercizi.

cannella

Una sorpresona arriva al terzo posto, dove si piazza nientemeno che la cannella, spezia utilizzata proprio per i dolci, tabù per chi cerca di dimagrire. La cannella ha l’invidiabile capacità di evitare che l’organismo metta da parte i grassi in fase digestiva. D’ora in poi, dunque infilerò la cannella dappertutto, dal caffè allo yogurt…e vediamo che succede!!!

Olio extravergine di oliva: sempre meglio crudo?

L’olio extravergine di oliva è un toccasana molto presenta nella cucina mediterranea. Spesso ci si interroga sul fatto che le proprietà salutari dell’olio extravergine d’oliva possano perdersi in seguito a cottura.

Ma non è proprio così, in realtà ci sono dei casi in cui è meglio usarlo crudo ed altri no. Ma vediamo quali con precisione. Innanzitutto l’olio extravergine d’oliva è uno degli oli più resistenti alle alte temperature, per cui va benissimo se viene utilizzato per le fritture.

Non subisce modificazioni organolettiche importanti, grazie alla presenza congiunta dei suoi acidi grassi e delle sostanze antiossidanti. Però è meglio non riutilizzarlo. Usandolo crudo invece, possiamo sfruttare al massimo le sue proprietà salutari: il suo consumo a crudo previene l’aterosclerosi, le malattie cardiache ed altri tumori, soprattutto al colon e al seno.

olio_extravergine_oliva

I dolci giusti per la dieta! … per non privarsi di tutto…

A pausa pranzo spesso si arriva con un solo imperativo, mangiare!!! E la grande fame può spingere a compiere scelte alimentare errate. Soprattutto se si cerca di seguire una dieta che costringa a rinunciare ai dolci.

Ecco qualche consiglio per non rinunciarvi del tutto: quali dolci scegliere per limitare i danni e vivere più felici anche a dieta. Per cominciare, la quantità è determinante. So che non è piacevole dover dire basta dopo appena due cucchiai di quel delizioso tiramisù, ma è sempre mangiarne poco che non mangiarne affatto e guardare gli altri mentre se lo godono.

Mangiarlo lentamente vi farà godere al massimo del vostro piccolo premio anche se si tratta di un assaggio appena. Se potete, scegliete un dolce che sia meno grasso: tra la panna cotta e la crostata di frutta non dovreste avere dubbi. Prediligete dolci che abbiano una certa quantità di fibre e che contengano della frutta fresca. Per limitare i danni può essere utile anche scegliere dolci che contengano molta aria: un soufflé per esempio sarà montato e farà la sua scena – anche in bocca – ma conterrà una certa quantità d’aria che dà volume ma ne smorza la sostanza. Anche a livello di percezione un dolce ben gonfio ci sembrerà più saziante di un misero pasticcino grande quanto una moneta. S

cegliete un dolce che abbia un carattere deciso e un gusto preciso. Se prenderete un dessert con un sapore definito sarà meno difficile smettere di mangiarne una volta terminata la vostra porzione perché il vostro gusto avrà già ricavato dall’esperienza una sensazione netta e appagante. Infine, prediligete sempre le proteine ai grassi. Meglio il latte che la panna, meglio un formaggio fresco o lo yogurt che il burro. Quando è possibile sostituite alcuni ingredienti con un po’ di creatività. Avete mai provato ad usare il succo di frutta al posto del latte? E l’olio d’oliva al posto del burro?

tiramisu

Per una buona giornata di lavoro, partiamo dalla giusta colazione!

Mai saltare la colazione, soprattutto se poi si deve affrontare una dura giornata di lavoro.

Ok, questo lo sappiamo da tempo, la prima colazione è il pasto più importante della giornata. E’ bene però fare attenzione a quello che si mangia e a come si mangia.

Ecco tre consigli pratici e semplici che messi in pratica possono rendere la giornata lavorativa migliore.

Innanzitutto è bene fare colazione sedendosi al tavolo e prendendo tutto il tempo necessario per qualche minuto di relax. Mangiare di corsa ingollando un caffè e una brioche in piedi infatti mette di cattivo umore e non aiuta la digestione.

Indipendentemente da diete più o meno stretta, qualunque nutrizionista può affermare che al mattino cereali e altri prodotti da forno si possono tranquillamente mangiare,  in quanto l’apporto di carboidrati a lento rilascio garantisce la copertura fino a pranzo senza attacchi di fame a metà mattina. Ovviamente, più i prodotti sono naturali e meglio è, ma questa è un’altra storia.

Ma il segreto per una partenza sana e sprint è la frutta. Fresca, spremuta, in succo va sempre bene, perchè si tratta di un alimento ricco di vitamine e minerali fondamentali per l’organismo soprattutto a inizio giornata. Variare il pasto mattutino da un giorno all’altro rende anche più fantasiosa e gratificante la gioranta che così partirà all’insegna del buon umore.

Colazione

Next entries »