dicembre 11, 2009 at 10:28 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta
Il traffico è una fonte incredibile di stress. Lo sappiamo bene noi che quotidianamente affrontiamo strade affollate di veicoli in coda.
Ma il nervosismo e la tensione al volante non è solo colpa del brutto carattere di un guidatore,una componente scatenante sembra essere dell’inquinamento ambientale. I gas di scarico, in particolare, causano dei danni alle cellule cerebrali, le quali reagiscono in maniera particolarmente aggressiva determinando crisi ansiogene.
La scoperta importante quanto inquietante è emersa da uno studio svolto dai ricercatori dell’università del Cairo, in Egitto, che ha esaminato l’effetto nocivo dei gas di scarico delle automobili sui topi da laboratorio. I topi che inalavano sostanze tossiche risultavano molto più inclini ad un atteggiamento aggressivo, rispetto a quelli che avevano respirato aria pulita.

dicembre 10, 2009 at 18:38 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta, Consigli
Uno studio dell’Università di Cincinnati presentato alla International Polyphenols and Health Conference di Harrogate in Gran Bretagna ha confermato un felice sospetto che circolava da tempo. Secondo gli studiosi, infatti gli antiossidanti presenti nella buccia e nel succo dell’uva sono in grado di potenziare le capacità cerebrali e ridurre la perdita di memoria.
I ricercatori hanno studiato gli effetti del succo d’uva su un gruppo di 12 pazienti appartenenti alla fascia d’età 75-80 anni che soffrivano di perdite di memoria a breve termine. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha bevuto succo d’uva puro al 100% per 12 settimane. Alla fine del periodo di prova i due gruppi sono stati confrontati sulle capacità di memoria.
Il succo d’uva aiuta nel mantenimento della memoria spaziale, non verbale e a breve termine. Risultati incoraggianti, perché questo studio mostra come la dieta, in particolare una ricca di frutta e vegetali, aiuti a mantenere una buona memoria, soprattutto per chi ha un’età avanzata.

dicembre 4, 2009 at 10:53 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta
Se ne parla sempre troppo poco, e se il mondo non si dà da fare per ridurre le emissioni di Co2 la catastrofe annunciata dagli scienziati sarà inevitabili.
L’Italia ce la può fare a tagliare le emissioni serra del 70 per cento entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. E può raggiungerlo senza il nucleare. Come? Lo descrive lo scenario Energy [R]evolution Italia preparato da Greenpeace con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR). Il punto di partenza è il forte rilancio delle rinnovabili chiesto dall’Europa che ha fissato l’asticella ad altezza 20: 20 per cento di energia pulita entro il 2020. Oggi il contributo delle rinnovabili alla domanda di energia primaria in Italia è poco sotto il 7 per cento, mentre il 93 deriva da fonti fossili. La strada è lunga e va divisa in tappe. La prima mossa sono le misure di efficienza energetica che permetteranno di ridurre l’attuale domanda di energia di circa il 32 per cento al 2050.
Alleggerito il carico dall’inutile fardello dello spreco, le rinnovabili potranno soddisfare entro il 2050 il 61 per cento di questo consumo totale dimagrito dall’aumento di efficienza. Il resto della domanda sarà coperto principalmente dal gas, trascurabile il contributo del carbone. Dal punto di vista della produzione di energia elettrica, entro il 2050 le rinnovabili arriveranno al 76 per cento soprattutto per merito del solare, dell’eolico e delle biomasse prodotte in modo sostenibile.
Buona parte del calore sarà ricavata usando collettori solari e geotermici. Nel settore dei trasporti le fonti rinnovabili supereranno quota 50 per cento al 2050 grazie all’adozione su vasta scala di mezzi elettrici; più limitata invece la produzione di biocarburanti. Read the rest of this entry »
dicembre 3, 2009 at 11:17 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta
Si avvina il Natale (nei centri commerciali è arrivato già da diverse settimane) e si sa che sotto le feste non si bada a spese, e si disperde anche tanta energia. Un segnale di risparmio e di attenzione all’ambiente arriva da Copenaghen, capitale europea tra le più impegnate nel settore dello sviluppo sostenibile.
Nei prossimi giorni si inaugurerà infatti il tradizionale albero di Natale nella piazza principale della città con una simpatica novità per quanto rigaurda l’alimentazione dell’impianto di illuminazione.
Si è infatti creato un sistema collegato a delle biciclette con la cui pedalata sarà possibile accendere addirittura le luci dell’albero. Il motivo dell’iniziativa è ovviamente simbolico ed ha come obiettivo quello di sensibilizzare quante più persone possibili al risparmio energetico contribuendo a dare una certa immagine in vista dell’imminente vertice sul clima nella città nordica. Fino al 18 dicembre gli abitanti di Copenaghen potranno così, con delle particolari biciclette, illuminare l’albero aprofittando dell’occasione anche per bruciare qualche caloria. Che un’iniziava del genere nascesse proprio a Copenaghen non deve però stupire, in quanto da molti anni ormai il centro danese è conosciuto come la città dei ciclisti. La bicicletta a Copenaghen è infatti attualmente il mezzo che più di tutti viene utilizzato per gli spostamenti dei cittadini anche in virtù della presenza di una lunga rete di piste ciclabili.

dicembre 2, 2009 at 07:10 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta
Da ieri è scattata a Udine e in altri 143 punti Camst, bar e self service. dislocati in tutte le città italiane il progetto di solidarietà “Per Natale mettiamoci il cuore” che durerà tre settimane, fino al 20 dicembre.
L’iniziativa serve a raccogliere fondi per il Banco alimentare in modo che tutta la merce raccolta nella colletta di sabato possa essere distribuita correttamente e celermente alle decine e decine di associazioni a cui sono destinati i generi alimentari di prima necessità, come pasta, olio, riso e altro.
Lo scorso anno l’iniziativa fruttò 20 mila euro e i punti Camst interessati furono una settantina. Ora si punta a raddoppiare gli introiti e da oggi allo Zenit di via Nazario Sauro a Udine sono in vendita a un euro le porzioni di mini biscotti create per la campagna di solidarietà.

dicembre 1, 2009 at 15:56 · Archiviato in: Senza categoria
Hai la partita IVA?
Non aspettare Natale, acquista on line Day Cadeau ogni occasione è buona. Anzi, buono.
Puoi dire addio a un sacco di spese
Grazie ai forti vantaggi fiscali di Day Cadeau, oggi puoi offrire di più ai tuoi clienti e ai tuoi dipendenti: loro sono liberi di spendere i buoni come preferiscono nei negozi convenzionati, e tu sei libero di risparmiare.
Scegli tra i negozi convenzionati più vicini a te
Desideri un libro avvincente o un paio di scarpe frivole? Un cellulare di ultima generazione o un paio di occhiali vintage? Con Day Cadeau puoi acquistare questo e molto altro, in tutta Italia, nei punti vendita di marchi come Athletes World, Bata, Bruno Magli Boutique, Cisalfa, Comet, Du Pareil au Même, Media World, Ottica Avanzi, Salmoiraghi & Viganò, e anche in molti supermercati. Acquista subito su www.daycadeaushop.it

novembre 30, 2009 at 10:57 · Archiviato in: Come Funziona, Consigli
Il ministro per l’attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, ha formulato la proposta di abolire la pausa pranzo, o quantomeno di renderla facoltativa al fine di permettere, tra l’altro, ai lavoratori di uscire un’ora prima.
“La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare – ha affermato il ministro ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare”.
Per tutti? E’ possibile generalizzare? Rotondi al riguardo non ha dubbi: “Chiunque svolga un’attività in modo autonomo – ha sostenuto ieri nel corso di un’intervista - abolirebbe la pausa pranzo, casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi”.
Questa proposta ha alimentato diverse polemiche, ma è stato lo stesso ministro a sottolineare che non trattasi di un provvedimento all’ordine del giorno.
Insomma, è giusto saltare il pranzo per recuperare un’ora e andare prima a casa? A conti fatti, i nutrizionisti lo sconsigliano, mentre i Sindacati sembrano essere tutt’altro che favorevoli a quello che è in tutto e per tutto un diritto del lavoratore.
In ogni caso, rispetto al passato, molte cose sono cambiate riguardo alla pausa pranzo; come mette in evidenza la Coldiretti, infatti, è oramai un italiano su cinque che sul posto di lavoro, anziché andare al ristorante o al fast food, si porta il cibo già pronto rigorosamente da casa.
Questo probabilmente viene fatto un po’ per risparmiare, ma anche e soprattutto per potersi garantire una buona qualità del cibo assunto e, quindi, una buona alimentazione.
E voi, che ne pesante della pausa pranzo? Giusto abolirla, o quantomeno renderla facoltativa?

novembre 27, 2009 at 10:27 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta, Ultime Notizie
C’è chi deve percorrere decine di chilometri per arrivare ogni giorno sul posto di lavoro (presente!), e situazioni che generano nervosismo sono letteralmente dietro l’angolo.
Stress e stanchezza da traffico sono all’ordine del giorno e sappiamo che non fanno bene alla salute, e a confermarlo Che ora ci sono anche delle prove scientifiche secondo le quali il traffico danneggia il sistema nervoso, provoca attacchi d’ansia e rende aggressivi.
Un team di ricercatori dell’Università de Il Cairo ha studiato ed evidenziato il pericolo rappresentato dai gas di scarico delle auto per le cellule cerebrali. Non solo ansia e e stanchezza possono essere la conseguenza dello stress alla guida, a ciò si aggiungono delle componenti chimiche che agiscono negativamente sul sistema neurologico degli individui.
L’esperimento è stato fatto su due gruppi di cavie: il primo costretto a respirare i fumi delle auto, il secondo lasciato libero di respirare aria pulita. I topi del primo gruppo hanno sviluppato un comportamento molto più aggressivo e hanno mostrato danni cerebrali permamenti. Secondo il team che ha condotto la ricerca, gli uomini, immersi nel traffico e nei gas di scarico per molte ore, corrono gli stessi rischi delle cavie.

novembre 26, 2009 at 12:08 · Archiviato in: Benessere & fun, Buoni con il pianeta
L’impatto ambientale dei rifiuti alimentari è maggiore di quanto si pensi. Il cibo buttato contribuisce infatti all’eccesso di consumo di acqua dolce e di combustibili fossili oltre che di gas serra, come metano e biossido di carbonio, durante la fase di decomposizione. Questi i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Plos One , condotto dai ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases , che hanno calcolato il contenuto energetico degli scarti alimentari complessivi negli Stati Uniti. Ai rifiuti alimentari corrisponderebbe quasi un quarto del consumo totale di acqua potabile e a oltre 300 milioni di barili di petrolio all’anno, circa il quattro per cento dei consumi complessivi di petrolio degli Stati Uniti. I ricercatori hanno trovato che dal 1974 a oggi negli Stati Uniti i rifiuti alimentari pro capite sono cresciuti del 50 per cento, superando le 1400 calorie per persona al giorno, per un totale complessivo di 150.000 miliardi di calorie all’anno. Alla luce di questi risultati, le valutazioni condotte in studi precedenti sottostimavano del 25 per cento queste quantità. Gli scienziati hanno calcolato la differenza fra i rifornimenti alimentari negli Stati Uniti e il cibo consumato dalla popolazione, quest’ultimo stimato sulla base di modelli matematici già validati da altri studi che correlano il peso corporeo, il suo metabolismo e il cibo assunto. Secondo i ricercatori, il progressivo aumento degli scarti alimentari indicherebbe che “l’epidemia” di obesità che desta tanto allarme nel paese potrebbe essere il portato di una accresciuta disponibilità di alimenti e delle politiche di marketing di industrie alimentari e e catene di distribuzione che rendono i cittadini incapaci di commisurare l’assunzione e l’acquisto di cibo alle loro necessità.
E pensare che in altre parti del globo la fame è ancora emergenza.

novembre 25, 2009 at 11:22 · Archiviato in: Benessere & fun, Consigli
E chi lo immaginava che esistono cibi brucia grassi? Cioè, se li mangiamo non solo non ingrassiamo ma addirittura dimagriamo. Un sogno!!!

Niente abbuffate, intendiamoci, ma chi poteva immaginare che uno snack a base di mandorle aiutasse ad accelerare il metabolismo e quindi a bruciare calorie? E invece è proprio così! Già mi immagino i nostri lettori ingurgitare quantità enormi di mandorle… attenzione che troppe quantità producono l’effetto opposto!

Se le mandorle sono l’alimento più “dimagrante” per eccellenzza, al secondo posto si piazzano i frutti di bosco, purtroppo difficili da coltivare in Italia, ma disponbili sui banchi di frutta più forniti. Chi fa esercizio fisico e inserisce i frutti di bosco nella sua alimentazione, può star certo che questi piccoli concentrati di vitamina C permetteranno di bruciare fino al 30% di grasso in più durante gli esercizi.

Una sorpresona arriva al terzo posto, dove si piazza nientemeno che la cannella, spezia utilizzata proprio per i dolci, tabù per chi cerca di dimagrire. La cannella ha l’invidiabile capacità di evitare che l’organismo metta da parte i grassi in fase digestiva. D’ora in poi, dunque infilerò la cannella dappertutto, dal caffè allo yogurt…e vediamo che succede!!!
« Previous entries ·
Next entries »