Da ieri è scattata a Udine e in altri 143 punti Camst, bar e self service. dislocati in tutte le città italiane il progetto di solidarietà “Per Natale mettiamoci il cuore” che durerà tre settimane, fino al 20 dicembre.
L’iniziativa serve a raccogliere fondi per il Banco alimentare in modo che tutta la merce raccolta nella colletta di sabato possa essere distribuita correttamente e celermente alle decine e decine di associazioni a cui sono destinati i generi alimentari di prima necessità, come pasta, olio, riso e altro.
Lo scorso anno l’iniziativa fruttò 20 mila euro e i punti Camst interessati furono una settantina. Ora si punta a raddoppiare gli introiti e da oggi allo Zenit di via Nazario Sauro a Udine sono in vendita a un euro le porzioni di mini biscotti create per la campagna di solidarietà.
C’è chi deve percorrere decine di chilometri per arrivare ogni giorno sul posto di lavoro (presente!), e situazioni che generano nervosismo sono letteralmente dietro l’angolo.
Stress e stanchezza da traffico sono all’ordine del giorno e sappiamo che non fanno bene alla salute, e a confermarlo Che ora ci sono anche delle prove scientifiche secondo le quali il traffico danneggia il sistema nervoso, provoca attacchi d’ansia e rende aggressivi.
Un team di ricercatori dell’Università de Il Cairo ha studiato ed evidenziato il pericolo rappresentato dai gas di scarico delle auto per le cellule cerebrali. Non solo ansia e e stanchezza possono essere la conseguenza dello stress alla guida, a ciò si aggiungono delle componenti chimiche che agiscono negativamente sul sistema neurologico degli individui.
L’esperimento è stato fatto su due gruppi di cavie: il primo costretto a respirare i fumi delle auto, il secondo lasciato libero di respirare aria pulita. I topi del primo gruppo hanno sviluppato un comportamento molto più aggressivo e hanno mostrato danni cerebrali permamenti. Secondo il team che ha condotto la ricerca, gli uomini, immersi nel traffico e nei gas di scarico per molte ore, corrono gli stessi rischi delle cavie.
L’impatto ambientale dei rifiuti alimentari è maggiore di quanto si pensi. Il cibo buttato contribuisce infatti all’eccesso di consumo di acqua dolce e di combustibili fossili oltre che di gas serra, come metano e biossido di carbonio, durante la fase di decomposizione. Questi i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Plos One , condotto dai ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases , che hanno calcolato il contenuto energetico degli scarti alimentari complessivi negli Stati Uniti. Ai rifiuti alimentari corrisponderebbe quasi un quarto del consumo totale di acqua potabile e a oltre 300 milioni di barili di petrolio all’anno, circa il quattro per cento dei consumi complessivi di petrolio degli Stati Uniti. I ricercatori hanno trovato che dal 1974 a oggi negli Stati Uniti i rifiuti alimentari pro capite sono cresciuti del 50 per cento, superando le 1400 calorie per persona al giorno, per un totale complessivo di 150.000 miliardi di calorie all’anno. Alla luce di questi risultati, le valutazioni condotte in studi precedenti sottostimavano del 25 per cento queste quantità. Gli scienziati hanno calcolato la differenza fra i rifornimenti alimentari negli Stati Uniti e il cibo consumato dalla popolazione, quest’ultimo stimato sulla base di modelli matematici già validati da altri studi che correlano il peso corporeo, il suo metabolismo e il cibo assunto. Secondo i ricercatori, il progressivo aumento degli scarti alimentari indicherebbe che “l’epidemia” di obesità che desta tanto allarme nel paese potrebbe essere il portato di una accresciuta disponibilità di alimenti e delle politiche di marketing di industrie alimentari e e catene di distribuzione che rendono i cittadini incapaci di commisurare l’assunzione e l’acquisto di cibo alle loro necessità.
E pensare che in altre parti del globo la fame è ancora emergenza.
Dopo la pausa pranzo c’è il calo di attenzione, anzi, diciamola tutta, viene la classica “botta di sonno”! E non c’è caffè che tenga.
Del resto la sonnolenza è il campanello di allarme che indica la necessità naturale del corpo umano al riposo. Senza prenderla come scusa per non lavorare, ovvio!
Una ricerca americana ha confermato il bisogno fisico di integrare il sonno notturno con 15-40 minuti di sonno pomeridiano per dare all’organismo la possibilità di recuperare energia. E alcune grandi aziende degli States, nell’ambito di una strategia di miglioramento dell’efficienza del personale, hanno predisposto delle vere e proprie stanze destinate al riposo, da utilizzare durante la pausa. Il sonno porta molti vantaggi: dall’eliminare le tossine, al recupero delle forze, ai benefici per la memoria che rielabora e mantiene le informazioni raccolte, alla maggiore attenzione e concentrazione.
Eppure anche la pennichella ha le sue belle regole perché si possano ottenere i massimi risultati:
1.deve durare tra i 20 ed i 60 minuti, perché oltre l’ora si rischia di risvegliarsi peggio di prima;
2.il pasto deve essere leggero e senza alcool, perché ritardano il sonno, rendono più difficile la digestione e aumentano lo stordimento post-risveglio;
3.preparate un ambiente accogliente, ovvero buio, zero rumori, temperatura intorno ai 20°;
4.prima di stendervi aspettate un quarto d’ora affinché la digestione si avvii e rilassatevi in tranquillità;
5.una volta svegli, un buon caffè è quello che serve per rialzarsi e tornare a lavorare col giusto entusiasmo.
Splendida idea, all’insegna del risparmio energetico quella avuta da “Autostrada del Brennero Spa“. Con un occhio (anzi, orecchio) all’inquinamento acustico degli splendidi luoghi del comune d’Isera hanno realizzato una lunga barriera fonoassorbente a protezione dell’abitato di Marano (provincia di Trento) lungo l’A22. L’aspetto particolare di questa barriera è che somma alla funzione principale antirumore la capacità di produrre energia elettrica sfruttando l’energia solare, grazie al rivestimento della propria struttura con pannelli fotovoltaici.
La struttura è lunga 1041 metri e alta 5,60 metri, da cui ne deriva una superficie fotovoltaica pari a 4907 m2. La potenza di picco complessiva del generatore è data da 3.846 moduli da 185 Wp cadauno, per un totale di 712 KW ed una produttività annua pari a 680.000 KWh.
Con l’energia pulita prodotta dalla barriera fotovoltaica si prevede di soddisfare l’intero fabbisogno autostradale, mentre l’eccesso di energia prodotta sarà riversata nelle rete.
Insomma, il bisogno di limitare il rumore si è sposata perfettamente con quello di energia. E’ auspicabile che il progetto dell’Autostrada del Brennero venga preso ad esempio da altri in quanto, è bene ricordarlo, l’energia solare è assolutamente pulita e gratuita.
Un gruppo di persone disposte ad aiutarti, che mettono al tuo servizio capacità e competenze “speciali”. Sono gli X-men, i supereroi creati da Stan Lee e Jack Kirby che dinanzi alle difficoltà non si tirano indietro e difendono l’umanità dai cattivi che vogliono far del male.
X-men è una delle serie più amate in tutto il mondo e ben quattro film sono stati realizzati recentemente sui protagonisti supereroi. Nasce come fumetto corale (uno dei primi del genere), ma inizialmente non ebbe molto successo a differenza dei vari Superman o Batman. Ma il nostro SuperDay, è forse meno potente di tutti questi eroi? Anche i poteri dell’italico eroe servono a difendere gli umani (tutti coloro che hanno partita iva, dai liberi professionisti alle aziende più grandi) dalle minacce che arrivano da lontano (i venti della crisi che hanno toccato il nostro Paese ma che arrivano da oltreoceano).
E dietro SuperDay c’è un gruppo di persone che mettono a disposizione le competenze acquisite in più di vent’anni di esperienza per trovare soluzioni ottimali e fornire un servizio sempre efficace.
Il punto è che con SuperDay (e i buonipasto in particolare) si risparmia e pertanto si sventa la minaccia della crisi.
Un bel filmato di presentazione e tutte le informazioni sul sito Superbuoni,
Conviene investire nel campo dell’energia rinnovabile, visto che dal 2001 a oggi le azioni nella borsa americana delle aziende legate all’eco-business, hanno registrato tassi di crescita del 339% per quel che riguarda le tecnologie eoliche e addirittura del 579% per quelle solari.
Di recente una ricerca presentata dal Center for American Progressafferma che un investimento di 100 miliardi di dollari nel business delle rinnovabili genererebbe più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, con conseguenze positive immediate sul comparto manifatturiero e delle costruzioni.
Insomma, non si farebbe solo del bene all’ambiente, limitando l’uso dell’inquinante petrolio, ma si contribuirebbe in maniera importante a risolvere il problema disoccupazione nel mondo e si incentiverebbe l’economia.
E se applicassimo lo stesso studio alla situazione italiana? Appare evidente che con finanziamenti governativi volti proprio a incrementare il settore “rinnovabili” si può risolvere l’annoso problema dell’approvvigionamento dell’energia (l’Italia praticamente non produce, compra dall’estero), e aumentare l’occupazione senza impatto nell’ambiente.
Gli scienziati e gli economisti cominciano a capire che salvaguardare il pianeta è la giusta ricetta per un’economia diversa da quella del ventesimo secolo. Quando lo impareranno anche i governanti?
Risparmio, energia, ecologia e buoni pasto: cosa hanno in comune queste parole? A trovare il minimo comun divisore ci ha pensato Day Ristoservice, che ha collegato l’idea di risparmio economico che ha un’azienda che utilizza il servizio buoni pasto al risparmio energetico. Da qui il passo alla sensibilizzazione ecologica è stato breve, per questo Day ha scelto di sostenere l’ambiente con diverse iniziative, tra cui un progetto di forestazione nel Parco del Delta del Po.
Venerdì scorso, 14 novembre, è partito il progetto “Parchi per Kyoto”, che prevede la piantumazione di 250 alberi in Emilia Romagna grazie al contributo della DAY. L’iniziativa è promossa dal Comitato Onlus Parchi per Kyoto, costituito da Federparchi, Federazione italiana parchi e riserve naturali e Kyoto club, un’organizzazione no-profit impegnata nel raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto. L’evento vanta collaborazioni con Legambiente, AzzeroCO2 e il patrocinio del ministero dell’Ambiente.
Nel verde del territorio del Comune di Argenta (Fe) sono stati i bambini della locale scuola elementare a piantare i primi venti alberi che daranno vita a un nuovo bosco della superficie di circa quattro ettari. Le specie scelte sono quelle tipiche delle zone del delta del Po, che secoli fa ricoprivano l’intera pianura padana e l’uomo ha progressivamente sfruttato: l’olmo comune, il pioppo bianco e il salice.