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Archive for Buoni con il pianeta

Consigli per una rasatura più ecologica

Per molto uomini è un rito tutte le mattina farsi la barba prima di andare in ufficio. Quanti rasoi usa e getta finiscono in pattumiera! Quanta acqua sprecata! Quanto inquinamento!

No, la soluzione non è tornare ai tempi delle caverne e lasciarsi crescere la peluria del viso come eremiti. Magari però qualche accorgimento può far risparmiare qualche ferita alla natura già provata. Intanto si può evitare di usare un rasoio usa e getta: i più capaci possono ricorrere al classico rasoio da barbiere, che è anche più efficace e stressa meno la pelle perchè non necessita di doppie o triple passate. Il rischio di tagliarsi però è alto e quindi, attenzione!

La schiuma da barba che viene usata abitualmente è molto inquinante, ma è necessario un lubrificante per ammorbidire la pelle e accompagnare il rasoio. Non si può ricorrere a qualche alternativa? Mi viene in mente l’olio d’oliva, che di sicuro lubrifica e nutre la pelle, anche se per toglierlo dal viso poi è necessario un sapone che rischia di danneggiare la pelle già provata dalla lama del rasoio. L’ideale sarebbe un lubrificante specifico a base acquosa, studiato proprio per la pelle. In farmacia se ne trovano di diversi tipi e basta pochissimo per ottenere l’effetto necessario alla rasatura.

Altro consiglio scontato, ma non per questo meno importante è di evitare lo spreco d’acqua. Quanti lasciano il rubinetto aperto durante tutta l’operazione della barba? Litri e litri di acqua potabile sprecata! L’accortezza di chiudere il rubinetto è la principale prima di ingegnarsi con altri provvedimenti.

Per un 2010 a “impatto zero”…partiamo da noi.

In teoria qualunque prodotto o servizio può essere messo a Impatto Zero: libri, CD, contenitori, eventi e chi più ne ha più ne metta. Il concetto rimane sempre lo stesso: prima si valuta l’impatto ambientale e poi lo si compensa riqualificando e proteggendo foreste.
Salvaguardare l’ambiente non significa solo compensare le proprie “malefatte” ma significa anche cercare di ridurre per quanto possibile il proprio impatto.

Si parte dall’idea di voler diffondere consapevolezza ambientale nella società, far capire alla gente che dietro ad ogni attività o prodotto esiste un impatto sul nostro ecosistema. Essere pienamente consapevoli del proprio comportamento è il primo passo per cambiare veramente le cose sul pianeta.

Ma un miglioramento non potrà avvenire soltanto attraverso decisioni, trattati, protocolli firmati (forse) dagli uomini di potere. Qualcosa di veramente bello ed efficace avverrà quando tutti noi, nella nostra quotidianità capiremo di essere uomini di potere.

Partiamo da noi.
Partiamo dalle nostre abitudini quotidiane.
Partiamo dal luogo in cui trascorriamo più tempo durante la giornata : l’ufficio.

Ecco 5 piccole azioni quotidiane che possono fare una grande differenza:
1. Spegnere luci e computer. Quando non serve evitiamo di lasciare luci accese e PC in stand by. Anche i led nel loro piccolo bruciano petrolio.
2. Fare la raccolta differenziata.
3. Scegliere l’acqua del rubinetto.
4. Stampare solo se necessario.

Perché ogni nostra azione ha un prezzo ambientale, ma non sempre lo percepiamo.

    

Suggeriamo un sito amico : http://www.esseresostenibili.it/

Un inverno freddo freddo, ma il pianeta si surriscalda lo stesso

Fa freddo, quello 2009/2010 è un inverno piuttosto rigido in Italia. Alla faccia del surriscaldamento globale.
Eppure la Nasa afferma che il riscaldamento globale è un dato inequivocabile. Lo si evince da un rapporto nel quale si afferma che quello appena trascorso (2000-2010) è il decennio più caldo da quando si registrano le temperature, ovvero dalla fine dell’ottocento.
E proprio il 2009, sarebbe l’anno più caldo dopo il 2005, mentre il 2008 il più freddo, in una schizofrenia di numeri e statistiche che dimostrano una tendenza ma non spiegano sbalzi così repentini tra un anno e l’altro.
Secondo la Nasa e in particolar modo James Hansen del Goddard Institute for Space Studies (Giss), il riscaldamento del pianeta è un dato che prosegue senza interruzioni. In particolare si può affermare che nel corso delle ultime tre decadi, la temperatura superficiale mostra una tendenza al rialzo di circa 0,2° C per decennio. Dal 1880 si osserva una chiara tendenza al riscaldamento, anche se questo processo ha subito un rallentamento negli anni compresi tra il 1940 e il 1970.

A Los Angeles una giornata senza buste di plastica…e meno inquinamento

Che iniativa intelligente! Oggi Los Angeles celebrerà il No Bag Day, la giornata senza buste di plastica. Per tutto il giorno, per 24 ore, si chiede a chi fa acquisti e a chi vende i prodotti di scegliere borsa per la spesa riutilizzabili al posto delle buste di plastica.

L’evento ha lo scopo di promuovere l’uso di borse riutilizzabili tra i cittadini, ai quali verranno distribuite circa 20.000 borse per la spesa e di diffondere il messaggio anche tra i venditori, perché tutti possano contribuire con una piccolo gesto a diminuire l’inquinamento. Si stima che i soli abitanti della provincia di Los Angeles utilizzino circa 6 miliardi di sacchetti di plastica all’anno.

Anche se siamo lontani da Los Angeles possiamo condividere l’iniziativa nei nostri acquisti quotidiani, come dice la bellissima illustrazione che apre questo articolo, home page di HealtheBay, associazione promotrice della giornata senza sacchetti di plastica: anche se l’inquinamento dei sacchetti di plastica colpisce in particolar modo le coste California, tutti dovrebbero dare il proprio contributo perché indirettamente ne risentono la salute e il portafogli di ogni cittadino, indipendentemente dal paese in cui vive.

bag

Il traffico genera ansia, ma anche lo smog!

Il traffico è una fonte incredibile di stress. Lo sappiamo bene noi che quotidianamente affrontiamo strade affollate di veicoli in coda.

Ma il nervosismo e la tensione al volante non è solo colpa del brutto carattere di un guidatore,una componente scatenante sembra essere dell’inquinamento ambientale. I gas di scarico, in particolare, causano dei danni alle cellule cerebrali, le quali reagiscono in maniera particolarmente aggressiva determinando crisi ansiogene.

La scoperta importante quanto inquietante è emersa da uno studio svolto dai ricercatori dell’università del Cairo, in Egitto, che ha esaminato l’effetto nocivo dei gas di scarico delle automobili sui topi da laboratorio. I topi che inalavano sostanze tossiche risultavano molto più inclini ad un atteggiamento aggressivo, rispetto a quelli che avevano respirato aria pulita.

traffico

Il succo d’uva rinforza la memoria

Uno studio dell’Università di Cincinnati presentato alla International Polyphenols and Health Conference di Harrogate in Gran Bretagna ha confermato un felice sospetto che circolava da tempo. Secondo gli studiosi, infatti gli antiossidanti presenti nella buccia e nel succo dell’uva sono in grado di potenziare le capacità cerebrali e ridurre la perdita di memoria.

I ricercatori hanno studiato gli effetti del succo d’uva su un gruppo di 12 pazienti appartenenti alla fascia d’età 75-80 anni che soffrivano di perdite di memoria a breve termine. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha bevuto succo d’uva puro al 100% per 12 settimane. Alla fine del periodo di prova i due gruppi sono stati confrontati sulle capacità di memoria.

Il succo d’uva aiuta nel mantenimento della memoria spaziale, non verbale e a breve termine. Risultati incoraggianti, perché questo studio mostra come la dieta, in particolare una ricca di frutta e vegetali, aiuti a mantenere una buona memoria, soprattutto per chi ha un’età avanzata.

uva

Fonti rinnovabili, l’Italia impegnata a raggiungere gli obiettivi prefissati

co2Se ne parla sempre troppo poco, e se il mondo non si dà da fare per ridurre le emissioni di Co2 la catastrofe annunciata dagli scienziati sarà inevitabili.  

L’Italia ce la può fare a tagliare le emissioni serra del 70 per cento entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. E può raggiungerlo senza il nucleare. Come? Lo descrive lo scenario Energy [R]evolution Italia preparato da Greenpeace con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR). Il punto di partenza è il forte rilancio delle rinnovabili chiesto dall’Europa che ha fissato l’asticella ad altezza 20: 20 per cento di energia pulita entro il 2020. Oggi il contributo delle rinnovabili alla domanda di energia primaria in Italia è poco sotto il 7 per cento, mentre il 93 deriva da fonti fossili. La strada è lunga e va divisa in tappe. La prima mossa sono le misure di efficienza energetica che permetteranno di ridurre l’attuale domanda di energia di circa il 32 per cento al 2050.

Alleggerito il carico dall’inutile fardello dello spreco, le rinnovabili potranno soddisfare entro il 2050 il 61 per cento di questo consumo totale dimagrito dall’aumento di efficienza. Il resto della domanda sarà coperto principalmente dal gas, trascurabile il contributo del carbone. Dal punto di vista della produzione di energia elettrica, entro il 2050 le rinnovabili arriveranno al 76 per cento soprattutto per merito del solare, dell’eolico e delle biomasse prodotte in modo sostenibile.

Buona parte del calore sarà ricavata usando collettori solari e geotermici. Nel settore dei trasporti le fonti rinnovabili supereranno quota 50 per cento al 2050 grazie all’adozione su vasta scala di mezzi elettrici; più limitata invece la produzione di biocarburanti. Read the rest of this entry »

A Copenaghen l’albero di Natale alimentato a “bici”

Si avvina il Natale (nei centri commerciali è arrivato già da diverse settimane) e si sa che sotto le feste non si bada a spese, e si disperde anche tanta energia. Un segnale di risparmio e di attenzione all’ambiente arriva da Copenaghen, capitale europea tra le più impegnate nel settore dello sviluppo sostenibile.

Nei prossimi giorni si inaugurerà infatti il tradizionale albero di Natale nella piazza principale della città con una simpatica novità per quanto rigaurda l’alimentazione dell’impianto di illuminazione.

Si è infatti creato un sistema collegato a delle biciclette con la cui pedalata sarà possibile accendere addirittura le luci dell’albero. Il motivo dell’iniziativa è ovviamente simbolico ed ha come obiettivo quello di sensibilizzare quante più persone possibili al risparmio energetico contribuendo a dare una certa immagine in vista dell’imminente vertice sul clima nella città nordica. Fino al 18 dicembre gli abitanti di Copenaghen potranno così, con delle particolari biciclette, illuminare l’albero aprofittando dell’occasione anche per bruciare qualche caloria. Che un’iniziava del genere nascesse proprio a Copenaghen non deve però stupire, in quanto da molti anni ormai il centro danese è conosciuto come la città dei ciclisti. La bicicletta a Copenaghen è infatti attualmente il mezzo che più di tutti viene utilizzato per gli spostamenti dei cittadini anche in virtù della presenza di una lunga rete di piste ciclabili.

albero_natale

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