Perchè dare i buoni pasto ai propri dipendenti? Vantaggi e risparmio per azienda e lavoratori

17 lug 201243 Comments

Spesso i nostri amici di Facebook e follower di Twitter ci chiedono di spiegare i vantaggi che ha un’azienda nel fornire il benefit del buono pasto ai propri dipendenti. Perchè utilizzare uno strumento di questo tipo piuttosto che, per esempio, rimborsare i pasti in busta paga o dare il corrispettivo in denaro in contanti tutti i giorni?

Con una serie di post specifici proviamo a chiarire il funzionamento dei buoni pasto e il servizio di cui beneficiano dipendenti e imprese.

Dipendenti:

Possono ricevere buoni pasto tutti i dipendenti a busta paga, che siano a tempo indeterminato, determinato, part-time, o con contratti atipici.
I lavoratori hanno diritto a un buono pasto al giorno, per ogni giorno effettivamente lavorato. Fino al

dipendente presso una mensa Camst paga con il suo buono quotidiano

valore di €5.29 il buono pasto è esente da oneri fiscali e previdenziali, questo vuol dire che non concorre a determinare i contributi e quindi non fanno aumentare le trattenute a carico in busta paga.
Per i buoni pasto di importo superiore, solo l’eccedenza è tassata a norma di legge.
Il dipendente solitamente riceve un blocchetto di buoni pasto da spendere come ritiene opportuno. Può recarsi in uno dei numerosi locali convenzionati con noi e spendere il buono per l’intero valore acquistando il corrispettivo alimentare che preferisce.

Aziende:

Un’azienda che sceglie di acquistare buoni pasto per i propri dipendenti ha il vantaggio importante di dare un benefit certamente gradito che è totalmente deducibile. L’unico onere aggiuntivo è l’iva, agevolata al 4% e detraibile. Dunque, il buono pasto diventa occasione di rimborso della pausa pranzo, ma anche un sostegno importante al reddito famigliare senza che l’azienda incorra in spese accessorie e recuperando il valore del benefit in termini fiscali. Non ha importanza il numero di dipendenti, che sia uno solo o mille, i vantaggi sono validi per tutti.

A questo proposito, è possibile verificare il risparmio sul sito buonopasto.it, sempre attivo, che consente di effettuare una comparazione della spesa del buono pasto con il rimborso in busta paga. Non c’è neppure paragone riguardo invece al rimborso tramite contante, quel tipo di pratica non consente un recupero di alcun tipo e quindi solo svantaggi per il datore di lavoro.

Per avere maggiori informazioni sul Servizio buoni pasto e contattare quindi Day Ristoservice per un preventivo si può inviare una mail(info@day.it) o chiamare il Numero Verde 800 83 40 09. Il nostro personale è a disposizione per chiarire dubbi e illustrare nel dettaglio i numerosi vantaggi di uno strumento davvero alla portata di tutti.

42 Commenti a “Perchè dare i buoni pasto ai propri dipendenti? Vantaggi e risparmio per azienda e lavoratori”

  1. F.Maiello scrive:

    E per i liberi professionisti? Non ho mai capito se possiamo prenderli, utilizzarli e scaricare la fattura oppure no

  2. Anita scrive:

    Stampo quest’articolo e lo voglio dare al nostro ufficio del personale che di solito è scettico su questa cosa. Vediamo se ora si convincono

  3. marcogiustisalerno scrive:

    Ricevo i buoni pasto da anni e la mia azienda ha cambiato già due volte fornitori: adesso siamo con Day e devo dire che sono quelli con cui ci troviamo meglio in assoluto.

  4. Michela scrive:

    Assolutamente sì, anche i liberi professionisti possono sfruttare i tanti vantaggi offerti dai buoni pasto Day!
    Ad esempio, se pranzi con i buoni pasto DAY, la tua dichiarazione dei redditi diventa più leggera da digerire. Infatti puoi detrarre il 75% delle spese e tutta l’IVA (al 10%)*, fino a un importo massimo pari al 2% del tuo fatturato (questa percentuale comprende anche altre spese come alberghi ecc.).

    Per avere tutte le informazioni sui vantaggi economici e pratici, sulle modalità di ordine e le normative relative ai buoni pasto, sui servizi e sui locali affiliati Day, visita il sito Day alla pagina http://www.day.it/buoni-pasto/liberi-professionisti/vantaggi.

    A presto!

  5. [...] addthis_share = [];}Dopo aver dato informazioni sui vantaggi del servizio buoni pasto per le aziende e i loro dipendenti, accendiamo i riflettori sui liberi professionisti che e sulla possibilità di avvalersi di questo [...]

  6. Nico scrive:

    Buongiorno la mia azienda suppongo non stia saldando le fatture ad una società emettitrice di buoni pasto, noi dipendenti dovremmo ricevere 2 blocchetti di tickets in arretrato, come posso muovermi per far sì che l’azienda proceda se non altro al pagamento in busta paga, o in altro modo, visto che i buoni pasto sono soldi in meno che non riceviamo?

  7. Mister D. scrive:

    Buongiorno Nico,
    mi dispiace per la tua situazione come dipendente. Purtroppo, con la crisi non è una situazione infrequente quella in cui ti trovi, ma noi non possiamo proprio aiutarti in quanto il buono pasto è un benefit elargito esclusivamente dall’azienda, che provvede all’acquisto dei buoni, al relativo pagamento e quindi alla distribuzione ai dipendenti.
    Spero tu possa risolvere nel migliore dei modi con i tuoi datori di lavoro. In bocca al lupo!

  8. Lorenzo scrive:

    Il Datore di lavoro è obbligato a dare il buono pasto?
    e quando il dipendente ne ha diritto?

  9. Mister D. scrive:

    Ciao Lorenzo. Il datore di lavoro è obbligato a dare il buono pasto se lo prevede il contratto posto in essere con il dipendente. Ci sono alcune categorie di lavoratori il cui contratto prevede il servizio di mensa o un servizio equipollente come il buono pasto. Negli altri casi, il buono pasto è un benefit che il datore sceglie liberamente di dare al dipendente. Se si opta per questo servizio è bene ricordare che il dipendente ha diritto a NON PIU’ di un buono pasto al giorno per ogni giorno di lavoro effettivo. Non ne ha diritto quindi nei giorni di malattia, festa e ferie.
    Se hai bisogno di informazioni aggiuntive puoi contattare il numero verde 800 834 009.

    ciao!

  10. rico scrive:

    Il buono pasto è anche un incentivo contro l’assenteismo: spetta solo a chi va a lavorare per almeno sei ore. Buono per chi fa full-time, può essere un problema per i part-time.
    Il mio sindacato ha fatto un buon accordo: il buono pasto è alto (undici euro), i tre euro di tassa sono ripartiti a metà: 1,50 l’azienda, 1,50 il lavoratore.
    Credetemi, sono ben pochi gli assenteisti… ;-)

  11. LUCIA scrive:

    Entro quando il datore di lavoro deve elargire i buoni pasto? Lo chiedo perchè ho saputo che la mia azienda vuole “saltare” un mese…………per ragioni che evito di mostrare…………Di solito questi venivano elargiti al momento della busta paga ma questo mese, cioè con la busta paga prossima di fine novembre salteranno e verranno elargiti a dicembre…..Chiedo se è lecito questo. Grazie

  12. Mister D. scrive:

    ciao Lucia, per questo tipo di informazioni è meglio che ti rivolgi ad un sindacato o comunque qualcuno che conosce bene la tua situazione aziendale e personale.

    ti ringrazio, buona giornata

  13. Luciano fabani scrive:

    I benefici dei buoni pasto sono solo a favore di chi li emette e non si capisce perché nessuno dei sindacati che(difendono) i lavoratori non siano in grado di proporre e far approvare una legge che defiscalizzi e detassi il corrispettivo in busta paga chiarendo subito che tutti abbiamo diritto di mangiare senza discriminazione alcuna e non come avviene con i buoni pasto che hanno taglie diverse a secondo della categoria del lavoratore dipendente o non .Eventualmente ci sarebbe con il contributo di Bersani e Camusso studiare il metodo fiscale da adottare!!ecc……

  14. Mister D. scrive:

    Ciao Luciano, ti segnalo che la legge già prevede defiscalizzazione per i dipendenti. Fino al valore quotidiano di €5.29, infatti, il buono pasto non concorre a formare reddito per il dipendente e quindi è esente da oneri fiscali e previdenziali. Un bel vantaggio quindi, perchè rappresenta un potere d’acquisto puro interamente spendibile. I sindacati in questo senso sostengono il buono pasto come benefit e incentivo ed esso rappresenta un vantaggio sia per aziende che per lavoratori.

  15. Guido Tosatto scrive:

    per le aziende la detraibilità del costo e dell’IVA al 100% vale solo per i buoni pasto nominativi?
    Un commercialista da me interpellato sostiene questa tesi, dicendo che i buoni anonimi (che riportano solo il nome dell’azienda) non attestano un utilizzo entro i termini stabiliti dal fisco (€ 5,29 / giorno), nè il soggetto che li utilizza.

  16. Mister D. scrive:

    Ciao Guido, le legge stabilisce chiaramente che il dipendente ha diritto ad un singolo buono pasto al giorno per ogni giorno effettivamente lavorato, quindi è implicito il fatto che il dipendente possa ricevere fino ad un buono pasto al giorno. Inoltre, è l’iva da applicare (al 4%) che specifica la destinazione dei buoni pasto, infatti in questo caso la fattura si riferisce unicamente ad una destinazione di buoni pasto per personale dipendente. La specifica del nominativo sui buoni pasto (che comunque si può fare) non garantisce di per sè che il buono pasto venga poi utilizzato espressamente da quel soggetto specifico.
    Dunque, è ragionevole affermare che anche i buoni pasto con riferimenti aziendali e non personali siano perfettamente detraibili. In caso di dubbi ulteriori, il commercialista stesso ci può contattare tramite mail info@day.it richiedendo il contatto di un nostro specialista amministrativo, il quale si confronterà telefonicamente con il commercialista.

  17. Marco scrive:

    Ciao Mister D.
    Sono un dipendente di un’azienda operante nel settore Gomma e Plastica dal 1999,sempre con turni a ciclo continuo di 8 ore (06-14–14-22–22-06) Premetto che in azienda non c’è mensa e dei Buoni pasto e/o indennità sostitutiva di mensa,neanche l’ombra e il sindacato è colluso!
    Sapresti dirmi se mi spettano e come poter fare x rivendicarli.
    Ti sarei grato se potessi consigliarmi.

  18. Mister D. scrive:

    ciao Marco,

    purtroppo se nel tuo contratto non è prevista l’indennità di mensa non puoi rivendicare i buoni pasto ed è una scelta aziendale il fatto di fornire questo benefit ai dipendenti oppure no. Negli argomenti delle future trattative contrattuali potete inserire il buono pasto quale benefit. Solitamente i dirigenti sono sensibili a concedere questo tipo di servizio (conveniente anche per l’impresa) rispetto ad altri più onerosi.

  19. Marcello scrive:

    Ciao lavoro come dipendente di una ditta di serramenti… Ho un contratto indeterminato lavoro 8 ore al giorno, sono un 4 livello e il mio e’ un contratto metalmeccanico. Ho diritto hai buoni pasto? Se si, in busta a quale voce corrisponde? Se il mio datore vuole può darmeli liquidi ? Ovviamente in busta a quale voce? Grazie

  20. Mister D. scrive:

    Ciao Marcello. Tutto quello che tu chiedi dipende se è previsto da contratto un Servizio di mensa oppure no. Se è prevista la mensa e il datore di lavoro già ve la garantisce non può darvi contemporaneamente il buono pasto che si configura proprio come Servizio “sostitutivo” di mensa. Se da contratto non è previsto quel tipo di servizio esso non può essere preteso ma invece può diventare oggetto di trattativa sindacale.

  21. Giuseppe scrive:

    Salve, sono un dipendente comunale a tempo indeterminato e da piu’ di vent’anni lavoriamo cinque giorni la settimana con due rientri pomeridiani di tre ore (15.00-18.00) e puntualmente abbiamo ricevuto il buono pasto. Da questo mese, con la necessità di cercare di risparmiare per far quadrare i conti, l’ Amministrazione ha pensato bene di ridurre ad uno il rientro pomeridiano (7.30-14.00 e 15.00-18.30) e dicono, non possiamo avere piu’ il buono pasto perchè non è un nostro diritto garantito, ma è a discrezione dell’ Amministrazione. Io nutro qualche dubbio in merito e prima di rivolgermi ad un sindacato, ho pensato bene di chiedere un vostro parere, dato che siete del settore. Grazie e aspetto vostro parere. Giuseppe.

  22. Mister D. scrive:

    Salve Giuseppe, la cosa migliore è proprio rivolgerti al tuo sindacato e chiedere a loro.

    grazie

  23. teo scrive:

    salve, sono un dipendente di una società informatica, lavoro stabilmente presso un cliente. In azienda è presente la mensa , tutti i miei colleghi pranzano con un buono da 5,29 euro. Dove lavoro(presso il cliente) non c’è locale convenzionato e non riesco a pranzare con un solo buono, la domanda è questa: la mia azienda deve riconoscermi l’eccedenza?

  24. Mister D. scrive:

    Ciao Teo, la legge non specifica nulla in proposito, quindi non hai diritto ad una eccedenza. La cosa migliore è parlare con la tua azienda e cercare una soluzione condivisa.

  25. alessandro scrive:

    Buongiorno, io ho una piccola Azienda (SNC) dove lavorano due soci e un dipendente. Vorrei sapere se possiamo acquistare i buoni pasto ed utilizzarli quotidianamente visto che il ns. orario di lavoro è 9.00 / 12.00 e 15.00/19,00 e dobbiamo pranzare fuori tutti i giorni. I buoni pasto possono essere utilizzati sia dai soci che dal dipendente? sono detraibili? Vi ringrazio, alessandro

  26. Mister D. scrive:

    Ciao Alessandro,

    ti rispondo affermativamente: potete utilizzare il servizio buoni pasto sia per i soci che per il dipendente. Per ricevere informazioni dettagliate e un’offerta in proposito puoi contattarci al numero verde 800834009.

    Grazie, aspettiamo la tua telefonata

  27. Margherita scrive:

    Buongiorno,
    mi rivolgo a voi per avere un chiarimento. Se la ditta decide di dare il buono pasto ai dipendenti e acquista il buono da un fornitore quindi paga al fornitore la fattura per i valori dei buoni acquistati poi deve anche mettere in busta paga il valore del buono? O basta che da al dipendente il buono cartaceo? Perchè se mette in busta paga il buono è come se lo pagasse 2 volte, una volta al fornitore e una volta al dipendente…..non riesco a capire questo aspetto! Grazie!

  28. Mister D. scrive:

    Ciao Margherita. Fino al valore unitario di €5.29 i buoni pasto sono esenti da oneri fiscali e previdenziali, quindi seppur vengono indicati in busta paga non concorrono a formare reddito e non vengono tassati ulteriormente. Solo in caso di buoni pasto di valore superiore a €5.29 è prevista la tassazione ma solo per il valore eccedente.
    Siamo a disposizione in caso di ulteriori dubbi. Ciao!

  29. loreloim scrive:

    Ciao, il datore di lavoro puo’ sapere dove vado a consumare i buoni pasto?

  30. Mister D. scrive:

    Ciao, no, il datore di lavoro non può sapere come consumi i tuoi buoni pasto

  31. giampiero scrive:

    Ciao. La mia compagna Lavora a tempo indeterminato in una cooperativa come addetta alle pulizie. Fa 2 rientri a settimana. Da questo mese il datore di lavoro, senza preavviso e senza che il contratto preveda nulla di ciò, ha stabilito che riceverà 22 buoni pasto da €.6, 00/cad. e che l importo totale pari ad €.132, 00 verrà detratto dallo stipendio. La Mia domanda è questa: può il datore di lavoro detrarre tale importo dalla busta paga? La mia compagna può rifiutarsi di prendere i buoni al posto dei soldi? Inoltre, al limite, non avrebbe diritto a 2 buoni pasto a settimana facendo solo 2 rientri? Grazie.saluti

  32. Mister D. scrive:

    Buongiorno Giampiero, in realtà la somma dei buoni pasto non va detratta dallo stipendio, in quanto i buoni fino al valore di €5.29 sono esenti da oneri fiscali e previdenziali. La somma che concorre a formare reddito è solo la differenza quindi tra €6.00 e €5.29, ovvero €0.71. Tale somma quotidiana non va detratta interamente dallo stipendio, ma concorre solo alla formazione del reddito imponibile sul quale calcolare la tassazione. E’ molto diverso. A tal proposito invito te e la tua compagna a fare chiarezza. con il datore di lavoro. Saluti

  33. DAVIDE scrive:

    Buongiorno. Sono a chiedere un chiarimento in merito alla “esentabilita’” contributiva/fiscale del buono pasto fino a Euro 5,29 giornalieri. In particolare, la nostra consulente del lavoro, ci dice che tale esenzione e’ applicabile SOLO se TUTTI i dipendenti vengono forniti di buono pasto. Nel nostro caso, una parte dei dipendenti utilizza del self-service convenzionati, altri non dispongono di alcun servizio se non la disponibilita’ dei locali in Azienda. Se, per comodita’, uno solo dei dipendenti chiedesse di utilizzare il buono pasto, potrebbe farlo in esenzione fino al limite che conosciamo?
    Grazie in anticipo per la risposta.
    saluti

  34. Mister D. scrive:

    Gentile Davide,
    da quanto ci risulta la legge non specifica che tutti i dipendenti debbano utilizzare i buoni pasto. L’esenzione fino a €5.29 è una disposizione di legge che riguarda proprio il buono pasto in sè come strumento sostitutivo di mensa.
    In ogni caso ti consiglio di leggere la normativa completa che trovi a questo link:
    http://www.anseb.it/normativa.lasso

  35. samuel scrive:

    Il datore del lavoro vuole cambiare il fornitore buoni pasti sensa chiedere il parere del RSU.Ha il diritto di farlo?

  36. Mister D. scrive:

    ciao Samuel, per questi casi molto delicati è bene che tu e i tuoi colleghi vi rivolgiate proprio ai sindacati che vi seguono.

    Grazie.

  37. Carmine scrive:

    Buongiorno lavoro per una azienda multinazionale di disinfestazione con contratto da pulizie lavoriamo 8 ore al giorno piu straordinari presso terzi quindi mai in sede e la nostra azienda non ci passa nulla. Sara’ anche previsto dal contratto ma e’ assurdo restare senza mangiate per non spendere i miei soldi. Ricordo anche che noi praticamente viviamo in macchina e senza aria condizionata per circa 1000 euro al mese. Volendo non posso nenche portarmi u panino da casa. Gentilmente riesce a darmi qualche art. di legge per riuscire a dmostrare ai miei superiore i nostr diritti ? Nell’attesa porgo i miei saluti.

  38. Tommaso scrive:

    Buongiorno.la mia attuale azienda ha la mensa interna. Il contributo richiesto al lavoratore è pari a un importo variabile tra 3 e 5 euro che viene poi tolto dal netto in busta. Vorrei sapere se è corretto, ovvero se non fosse possibile farli togliere dal lordo cosi da avere un impatto quasi nullo sul netto.grazie

  39. giulio scrive:

    l’azienda a deciso di darmi i buoni pasto però vuole darmeli anche fino a 400.00 euro al mese. mi chiedo come può farlo se posso riceverne solo uno al giorno e di euro 5.29? quindi totale 105.80.può farlo?

  40. Mister D. scrive:

    ciao Carmine, per questi aspetti specifici ti devi rivolgere a un esperto che conosca bene la tua situazione e il tuo contratto e ti consigli per il meglio. Noi possiamo parlare per grandi linee

  41. Mister D. scrive:

    Ciao Tommaso, prova a rivolgerti a un consulente del lavoro. Noi non svolgiamo questo servizio. Grazie

  42. Mister D. scrive:

    Ciao Giulio. Non è proprio così. Il valore di €5.29 è il limite deciso dalla legge relativo al valore di buono pasto esente da oneri fiscali e previdenziali. Ciò non vuol dire che l’azienda non possa decidere di dare un valore più elevato. L’importante è ricordarsi che il dipendente ha diritto a un buono pasto al giorno per ogni giorno lavorato. Tieni conto che l’eccedenza di valore da €5.29 contribuisce a formare reddito in busta paga e quindi genera contributi e trattenute.

  43. Maria scrive:

    ciao siete tutti fortunati, io ho un lavoro stagionale e mi ritrovo in busta paga una trattenuta mensa di 300.00 euro al mese,il bello è che io non usufruisco perché mangio a casa mia, grazie,

Lascia un commento

1 Trackback

  1. Libero professionista? I vantaggi del buono pasto sono anche per te | Il blog sui buoni pasto | Tavola rotonda sulla pausa pranzo | Informazioni sul mondo dei buoni pasto | Blog

    [...] addthis_share = [];}Dopo aver dato informazioni sui vantaggi del servizio buoni pasto per le aziende e i loro dipendenti, accendiamo i riflettori sui liberi professionisti che e sulla possibilità di avvalersi di questo [...]