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Archive for gennaio, 2010

Per un 2010 a “impatto zero”…partiamo da noi.

In teoria qualunque prodotto o servizio può essere messo a Impatto Zero: libri, CD, contenitori, eventi e chi più ne ha più ne metta. Il concetto rimane sempre lo stesso: prima si valuta l’impatto ambientale e poi lo si compensa riqualificando e proteggendo foreste.
Salvaguardare l’ambiente non significa solo compensare le proprie “malefatte” ma significa anche cercare di ridurre per quanto possibile il proprio impatto.

Si parte dall’idea di voler diffondere consapevolezza ambientale nella società, far capire alla gente che dietro ad ogni attività o prodotto esiste un impatto sul nostro ecosistema. Essere pienamente consapevoli del proprio comportamento è il primo passo per cambiare veramente le cose sul pianeta.

Ma un miglioramento non potrà avvenire soltanto attraverso decisioni, trattati, protocolli firmati (forse) dagli uomini di potere. Qualcosa di veramente bello ed efficace avverrà quando tutti noi, nella nostra quotidianità capiremo di essere uomini di potere.

Partiamo da noi.
Partiamo dalle nostre abitudini quotidiane.
Partiamo dal luogo in cui trascorriamo più tempo durante la giornata : l’ufficio.

Ecco 5 piccole azioni quotidiane che possono fare una grande differenza:
1. Spegnere luci e computer. Quando non serve evitiamo di lasciare luci accese e PC in stand by. Anche i led nel loro piccolo bruciano petrolio.
2. Fare la raccolta differenziata.
3. Scegliere l’acqua del rubinetto.
4. Stampare solo se necessario.

Perché ogni nostra azione ha un prezzo ambientale, ma non sempre lo percepiamo.

    

Suggeriamo un sito amico : http://www.esseresostenibili.it/

Per i divoratori…..di libri!

Ci troviamo nell’era del web 2.0. I social network tessono la loro rete nel mondo virtuale e avanzano a testa alta..anche i più scettici, mossi da curiosità ne rimangono “intrappolati”…

Basta un’ ora, una pausa pranzo ad esempio, un panino alla mano e occhi veloci che scorrono voraci. Basta un www digitato e in un attimo ti trovi a parlare di libri con chi ha i tuoi stessi gusti , con chi può  commentare con te il libro che stai leggendo ad esempio.

Dove? Mai sentito parlare di www.anobii.com?

Gli utenti iscritti possono mettere in linea la propria libreria attraverso i codici ISBN o un motore di ricerca interno, condividendo recensioni, commenti, votazioni, dati sull’acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi.
Il nome aNobii deriva dal nome dell’Anobium punctatum, il “tarlo della carta” espressione usata nei paesi anglosassoni per indicare chi passa molto tempo sui libri.

ANobii consente la visualizzazione delle librerie degli altri utenti ed esegue in automatico un calcolo di compatibilità con la propria, espresso in percentuale. Questa funzione consente di individuare le librerie simili alle proprie e di tenere d’occhio quelle più affini ai propri gusti, per scoprire nuovi libri e nuovi autori. Inoltre aNobii consente di estrapolare dati sulla propria libreria, come in numero di pagine lette in un determinato anno, il numero di altri utenti che l’hanno visitata, gli utenti che grazie a quella libreria hanno scoperto nuovi libri.

La tua ora passa velocemente in questo modo e non vedi l’ora di correre in libreria o acquistare su internet il tuo prossimo libro….da divorare!


Un inverno freddo freddo, ma il pianeta si surriscalda lo stesso

Fa freddo, quello 2009/2010 è un inverno piuttosto rigido in Italia. Alla faccia del surriscaldamento globale.
Eppure la Nasa afferma che il riscaldamento globale è un dato inequivocabile. Lo si evince da un rapporto nel quale si afferma che quello appena trascorso (2000-2010) è il decennio più caldo da quando si registrano le temperature, ovvero dalla fine dell’ottocento.
E proprio il 2009, sarebbe l’anno più caldo dopo il 2005, mentre il 2008 il più freddo, in una schizofrenia di numeri e statistiche che dimostrano una tendenza ma non spiegano sbalzi così repentini tra un anno e l’altro.
Secondo la Nasa e in particolar modo James Hansen del Goddard Institute for Space Studies (Giss), il riscaldamento del pianeta è un dato che prosegue senza interruzioni. In particolare si può affermare che nel corso delle ultime tre decadi, la temperatura superficiale mostra una tendenza al rialzo di circa 0,2° C per decennio. Dal 1880 si osserva una chiara tendenza al riscaldamento, anche se questo processo ha subito un rallentamento negli anni compresi tra il 1940 e il 1970.

Abolire la pausa pranzo 2 : i consigli del nutrizionista

La pausa pranzo è ormai un’abitudine per moltissimi lavoratori che avendo poco tempo a disposizione non possono tornare a casa a pranzare.

La pausa pranzo essendo una cosa quotidiana deve essere salutare e diventare un pasto regolare al pari degli altri e per ciò essere possibile si dovrebbe portare a casa oppure mangiare nella mensa aziendale, anche se forse prepararsi le cose da se è sempre meglio. Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di governo, aveva proposto di eliminare la pausa pranzo per lavorare di più e non perdere tempo, ovviamente questa cosa è stata criticata perchè viola tutte le regole del buon senso e della sana alimentazione.

I nutrizionisti si sono tutti schierati contro le dichiarazioni del ministro Rotondi, che sono una buona parte di quello che non si dovrebbe mai fare come per esempio saltare i pasti o concentrare il cibo la sera, insomma va bene produrre ma non si deve mai mettere la nostra salute in secono piano.
 
Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’INRAN ha dichiarato: “Da un punto di vista nutrizionale saltare i pasti è quanto di più negativo si possa fare Pranzare è importante per ricaricare il fisico, soprattutto quando si lavora: esiste un calo fisiologico dell’attenzione tra le ore 14 e le ore 16, che non è necessariamente legato alla pausa pranzo, ma al ritmo sonno-veglia. Piuttosto, è fondamentale scegliere piatti equilibrati e sani, adeguati al proprio fabbisogno calorico e al proprio dispendio quotidiano di energie“.

Troppa caffeina? Ecco qualche alternativa.

Avete calcolato la quantità di caffeina che riuscite ad assumere ogni giorno? Se pensate sia troppa e meditate di limitarne l’assunzione ecco qualche alternativa al caffè che vi renderà più semplice rinunciare a qualche tazzina di troppo.

Per cominciare potreste considerare la possibilità di sostituire la pausa caffè con una pausa a base di tè. È importante però scegliere bene la varietà di tè con cui preparare l’infuso. Il tè kukicha, per esempio, ha una bassa quantità di teina ma un alto potere rivitalizzante se vi sentite un po’ giù e vi serve una carica di energia.

Anche il tè bancha è un’ottima alternativa perché povero di sostanze eccitanti ma ricco di antiossidanti. Altrettanto prezioso per le sue proprietà, moltiplicate per le numerose erbe che contiene, è il tè mù, composto da sedici diverse erbe tra cui ginseng, dente di leone, cannella, liquirizia, zenzero.
Ma se proprio non riuscite a rinunciare all’aroma del caffè e all’effetto placebo e rilassante che comporta una pausa con la tazzina calda in mano, provate con i decaffeinati oppure con la cicoria come surrogato del caffè. Si ottiene dalla torrefazione di radici vegetali ed era molto diffuso in tempi di guerra, quando trovare il caffè vero era difficile. Costa meno e non contiene la caffeina.

caffe-sacco