Bisogna continuare, insistere e chiedere. La campagna intrapresa da Day Ristoservice Spa “Buoni pasto a 5 euro? Non ci stiamo più” ha provocato una valanga di commenti su questo blog. Ma non basta, se vogliamo ottenere un valore esentasse di buono pasto più alto dei canonici 5 euro e 29 centesimi è necessario non arrendersi. Soprattutto ora che anche il mondo politico ha cominciato ad interessarsi della questione.
Intanto ricordiamo che il valore citato di 5.29 euro quotidiano è quello entro il quale non sono previsti oneri contributivi fiscali e previdenziali da parte dell’azienda e non ci sono trattenute in busta paga per i dipendenti. E’ una soglia stabilita dalla legge. Ed è ferma da ben 12 anni, in barba all’inflazione e alla conversione Lira/Euro.
Il taglio di buoni pasto intorno ai 5 euro è quello maggiormente acquistato proprio perchè più conveniente, ma oramai non è più sufficiente per un pasto vero e proprio e dai tanti commenti degli utenti emerge il dramma di chi è costretto di nutrirsi solo con panini, o deve sborsare di tasca propria per integrare il valore.
Ciò ovviamente non dipende dalle società emettitrici dei buoni pasto, le quali anzi stanno cercando di far pressione verso i governanti per adeguare a livello europeo la defiscalizzazione prevista dalla legge.
Interessante è la valutazione di alcuni utenti che segnalano come il buono pasto ha un potere d’acquisto che varia a seconda della città dove viene speso. I prezzi possono oscillare anche parecchio, così, se a Teramo Fabio riesce a mangiare tranquillamente, a Bologna o Milano altri affermano che ciò non è possibile. Tra l’altro molti hanno buoni pasto di valore anche inferiore ai canonici cinque euro. Non si tratta di casi isolati, ma di scelte che avvegono in ambito aziendale ponderando vari elementi che ovviamente non riguardano la soddisfazione del dipendente.
I locali convenzionati in cui spendere i buoni pasto sono tanti: su tutto il territorio nazionale la Day Ristoservice può vantare più di 75.000 locali, tra bar, pizzerie, ristoranti, mense e gastronomie di supermercati. Un utilizzatore può ingegnarsi per trovare l’esercizio più a buon mercato cui rivolgersi e diffondere la notizia anche tramite i gruppi Facebook.
Per il resto noi continuiamo la nostra campagna e chiediamo una soglia di esenzione dei buoni pasto che raggiunga standard europei. Se non i 9 euro della Spagna, almeno i 7 della Francia.

