Anche il Ministro Renato Brunetta se ne è accorto: 5 euro di buoni pasto sono troppo pochi! Il Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione infatti ha affermato che una soluzione per stimolare la domanda del mercato in crisi è proprio quella di aiutare chi riceve un buono pasto.
La dichiazione arriva in un contesto prestigioso, l’assemblea degli industriali di Bologna, dove Brunetta ha affrontato il tema delle misure per contrastare la crisi economica. «Detassare le manutenzioni che si fanno in casa darebbe respiro agli artigiani», ha spiegato Brunetta. «Lo farei segmento per segmento, per cercare di stimolare, anche con incentivi forti, la domanda. Un altro esempio di misura, potrebbe essere quella di detassare i buoni pasto, che vengono usati come moneta».
Non ci è dato conoscere se il Ministro del Governo Berlusconi è stato influenzato dalla nostra campagna mediatica “Buoni pasto a 5 euro, non ci stiamo più!”, di sicuro è un segnale positivo per i tanti consumatori quello che arriva dall’esponente politico. Per la prima volta, infatti, le istituzioni prendono posizione su un tema che riguarda centinaia di migliaia di utilizzatori del servizio sostitutivo di mensa.
La quota defiscalizzata del buono pasto è stabilita per legge: in Italia è ferma a 5,29 euro. Da dodici anni. Oltre questa cifra il buono non è più considerato un “servizio sostitutivo di mensa”, quindi scattano tasse e contributi per azienda e dipendenti. Da notare che il valore esentasse in Spagna è di 9 euro, in Francia di 7 euro, in Portogallo di 6,70 euro.
Un problema per i lavoratori, per i ristoratori e per le aziende, soprattutto in tempo di crisi. La Day Ristoservice Spa ha deciso di porre la questione attraverso i media proprio per stimolare la discussione in materia.
Dalle dichiarazioni di intenti del Ministro Renato Brunetta ora è tempo di passare ai fatti. Speriamo di poter dare quanto prima buone notizie.

