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Il mondo dei call-center in un libro e in un film

Un film. Un libro.  Il primo tratto dal secondo, entrambi meritevoli di attenzione poiché interessanti, gradevoli e anche disarmanti.
Il film si chiama “Tutta la vita davanti”, uscito nel marzo dello scorso anno, diretto da Paolo Virzì e interpretato da Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Massimo Ghini e Valerio Mastandrea. Un cast d’eccezione per una pellicola che parla di precariato e lo fa in modo spietato ma anche ironico.
La storia è quella di Marta, una ventiquattrenne siciliana laureatasi nella capitale che non riesce a trovare lavoro se non nel call-center di un’azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua.
Il film analizza l’ambiente di lavoro competitivo in cui si trova la giovane e inesperta laureata, mostrando tecniche motivazionali a tratti assurde ma efficaci e il rapporto con colleghi e amici.
Contratti precari, pochi soldi, ambiente competitivo e ed alienante finiscono per diventare elementi dirompenti nella vita dei protagonisti.
La vicenda raccontata dal bravissimo Virzì è tratta dal romanzo “Il mondo deve sapere” (Isbn edizioni, 2006), della giovane Michela Murgia, che racconta in un allucinato diario, un mese di lavoro presso una nota azienda di vendita di aspirapolveri.  Come fosse un moderno blog, l’autrice ci mostra in modo ancora più spietato del film le tecniche di condizionamento, le riunioni motivazionali, premi e umiliazioni del lavoro svolto da tanti giovani che sperano in un impiego più soddisfacente e sicuro, ma si accontentano.
Il film e il libro fanno sorridere, ma dietro la risata c’è ampio spazio per la riflessione.

Di seguito il trailer del film:

1 commento »

[...] Tantini – ilfattonline.com Matteo Chiavarone – Ghigliottina.it Danielinak – Splinder.com A. – Buonopasto.it Elisabetta Bagnato – [...]

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