Il Sole24Ore aveva anticipato la notizia, la Gazzetta Ufficiale l’ha confermata: dal 1° settembre e per tutto il 2008, è possibile portare in detrazione anche l’IVA che grava sull’acquisto dei buoni pasto. Lo stabilisce l’articolo 83, comma 28 bis del decreto legge 112/2008. Un nuovo risparmio si aggiunge così ai tanti vantaggi che i buoni pasto offrono a chi li utilizza, ai titolari di partita IVA e soprattutto alle aziende. Basti pensare che un’impresa che assegna i buoni pasto al suo personale risparmia fino all’84% di una indennità di mensa in busta paga!
In “soldoni”, questa è un’opportunità da cogliere al volo: chi acquista i buoni pasto adesso, si assicura subito il massimo vantaggio fiscale per l’anno in corso, e potrà tranquillamente utilizzare i buoni pasto nei mesi successivi. I buoni pasto DAY ordinati ora, ad esempio, sono validi per tutto il 2009. Per maggiori dettagli sulle norme, consigliamo di consultare il sito www.day.it. Comunque pubblicheremo prossimamente degli altri post per trattare l’argomento dai diversi punti di vista. Buona pausa a tutti!
Il viaggio intorno al mondo della pausa lavorativa ci porta ad affrontare l’argomento “stress”, abusato negli ultimi anni. Chi non ha mai pronunciato la fatidica frase: “sono stressato”?
Lo stress non è una malattia, ma può causare diversi problemi se si manifesta con intensità e per periodi prolungati. In particolare, lo stress da lavoro si genera quando le richieste e le pressioni diventano eccessive.
I sintomi principali sono: sensazione di stanchezza in generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, depressioni, attacchi di ansia, dolori muscolari.
La Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali della Commissione Europea ha individuato i fattori più comuni di stress lavorativo, come l’eccessiva (o troppo poco) quantità di lavoro , scarso tempo per portarlo a termine, mancanza di chiarezza nelle mansioni da svolgere, eccessiva e non ricompensata responsabilità, la poca collaborazione dei colleghi, condizioni lavorative inidonee.
L’eccessivo stress crea malfunzionamenti chimici del cervello, causando un eccessivo senso di fatica, ansietà, fino a sfociare in depressione e disturbi del sonno e a lungo andare può procurare danni ad alcuni organi quali il cuore, i polmoni e l’apparato gastro-intestinale.
Il rimedio più efficace è il relax, intervenendo sugli stimoli stressanti attraverso tecniche specifiche di rilassamento. Insomma, quel “Take it easy” che diventa un modo sano di affrontare la vita.
A proposito di Puglia, terra selvaggia, bella e schietta consiglio come lettura “Il Bacio della Tarantola “ di Giovanna Bandini. La vicenda si snoda tra balli di tarantolate e tarantelle, odori di menta, aglio e melanzane, sapori mediterranei, pomeriggi crudelmente assolati, passione travolgente e mistero. Carlo, giornalista in crisi, indaga sulla scomparsa di un uomo e coglie l’occasione per fuggire dal suo legame in crisi con Daria. In Puglia conosce la tabaccaia Teresa, una donna forte, ammaliante e oscura come la tarantola, che lo aiuta a chiudere il rapporto con la sua compagna. Finché lei non decide di raggiungerlo…
“Il bacio della Tarantola” è il quarto libro di Giovanna Bandini, nata a Roma nel 1968. L’esordio come narratrice è del 2000 con “Nudo di ragazza”, ma il suo romanzo più conosciuto è proprio quello del 2006 ambientato nella calda e passionale Puglia. Il romanzo è edito da Newton Compton nella collana Anagramma.
Le pause lavorative quotidiane di solito durano un’oretta, il tempo di un boccone, quattro chiacchiere e di nuovo al lavoro. Ma anche il weekend e le ferie sono un break dalla quotidianità, un modo per vivere in relax e conoscere posti nuovi. Il nostro blog vuole ingolosirvi su alcune mete specifiche.
Una tra queste è Otranto, una delle località più suggestive del Salento.
Otranto, chiamata anche ‘Porta d’Oriente’, si affaccia sullo stretto che prende il suo stesso nome, il Canale d’Otranto, situato a sud dell’Adriatico, nel punto più orientale d’Italia.
Scrigno prezioso dove ogni popolo al proprio passaggio ha deposto gioielli culturali e lei gelosa, li ha custoditi, per secoli, preservandoli dall’aggressione del tempo.
Uno dei monumenti più importanti della città è la cattedrale di Otranto e il Castello Aragonese, con le torri, i bastioni e le mura. Da visitare anche il borgo antico, con le strade fatte in pietra viva, strette e che si snodano a serpentina tra le case, il porto che ha sempre avuto un’importanza notevole per gli scambi con l’Oriente e infine. Non meno suggestivo, il mare cristallino e limpido, ricco di dune, anfratti, grotte e insenature, che insieme alla presenza dei Laghi Alimini, rendono questa cittadina veramente incantevole, da innamorarsene a prima vista.
Durante le pause dei giorni lavorativi spesso ci si deve accontentare di panini e pasti precotti, ma ciò non ci impedisce di sbizzarrirci tra i fornelli di casa per cucinare gustosi piatti della tradizione italiana. Oggi vi proponiamo un “classico” della Puglia che è entrato a far parte della cultura nazionale: orecchiette con le cime di rapa.
Preparazione:
Ingredienti (per 8 porzioni): 600 g. orecchiette, 700 g. cime di rape, 100 g. olio di oliva, 1 spicchio d’aglio, 2 filetti di acciughe.
Preparazione: cuocere le cime di rape in acqua leggermente salata; nella stessa acqua della verdura cuocere le orecchiette e scolarle. In alternativa si può cuocere la pasta, versandola a metà cottura della verdura. A parte scaldare in un padellino l’olio d’oliva e fare imbiondire l’aglio schiacciato, aggiungere i filetti di acciuga e lasciarli disfare (per circa cinque minuti). Quindi versare il tutto sulle orecchiette e cime di rape. Servire ben caldo.
Per chi si trovasse in Puglia e desiderasse conoscere ristoranti tipici può rivolgersi al “trova locali” del sito DayClub: http://www.dayclub.it/