Buoni pasto o buoni aperitivo? Ne parla Platinette

31 ott 20081 Comment

Nel programma di RadioDeejay mattutino condotto da Platinette si è parlato di un utilizzo inconsueto, ma sempre più diffuso dei buoni pasto.
In trasmissione, infatti, è intervenuto un barista milanese che ha parlato degli aperitivi serali del suo locale. A colpire la nostra attenzione è stato il fatto che il ristoratore ha spiegato che sta diventando abitudine per molti clienti di pagare le consumazioni con buoni pasto, terminati i quali si smette di bere e si va via.
Quello spiegato in diretta è un uso diverso da quello per cui i ticket sono stati concepiti, cioè un pasto durante la pausa pranzo, ma sicuramente originale e socialmente interessante.

Negli ultimi anni la bevuta al bar con colleghi e amici è diventato un must che coinvolge non solo professionisti e benestanti ma tutti coloro che desiderano una mezz’ora cuscinetto tra il lavoro e il ritorno a casa.

Bar lussuosi e locali “alla buona” sono così teatro di un fenomeno tipico dei pub londinesi ormai esteso a tutta Europa. Ciò che colpisce è che il lusso dell’aperitivo serale, che graverebbe in modo pesante sul bilancio famigliare, viene sostenuto con il buono pasto: si sceglie di rinunciare al pranzo in un locale convenzionato (optando magari per un panino portato da casa) a favore di un momento di svago non indispensabile.
Il barista racconta a Platinette che i fruitori del ticket si riconoscono subito: appena consegnato alla cassa il proprio biglietto salutano e vanno via, l’aperitivo è un lusso a tempo determinato.

  

One Response to “Buoni pasto o buoni aperitivo? Ne parla Platinette”

  1. nathan scrive:

    Io spesso utilizzo i buonipasto la sera quando esco con la mia ragazza a cena. Così ho l’impressione di non spendere e ovviamente faccio bella figura perchè offro sempre io.

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