Archive for ottobre, 2008
ottobre 31, 2008 at 17:37 · Archiviato in: Benessere & fun, Come Funziona, Locali e affiliati
Nel programma di RadioDeejay mattutino condotto da Platinette si è parlato di un utilizzo inconsueto, ma sempre più diffuso dei buoni pasto.
In trasmissione, infatti, è intervenuto un barista milanese che ha parlato degli aperitivi serali del suo locale. A colpire la nostra attenzione è stato il fatto che il ristoratore ha spiegato che sta diventando abitudine per molti clienti di pagare le consumazioni con buoni pasto, terminati i quali si smette di bere e si va via.
Quello spiegato in diretta è un uso diverso da quello per cui i ticket sono stati concepiti, cioè un pasto durante la pausa pranzo, ma sicuramente originale e socialmente interessante.
Negli ultimi anni la bevuta al bar con colleghi e amici è diventato un must che coinvolge non solo professionisti e benestanti ma tutti coloro che desiderano una mezz’ora cuscinetto tra il lavoro e il ritorno a casa.
Bar lussuosi e locali “alla buona” sono così teatro di un fenomeno tipico dei pub londinesi ormai esteso a tutta Europa. Ciò che colpisce è che il lusso dell’aperitivo serale, che graverebbe in modo pesante sul bilancio famigliare, viene sostenuto con il buono pasto: si sceglie di rinunciare al pranzo in un locale convenzionato (optando magari per un panino portato da casa) a favore di un momento di svago non indispensabile.
Il barista racconta a Platinette che i fruitori del ticket si riconoscono subito: appena consegnato alla cassa il proprio biglietto salutano e vanno via, l’aperitivo è un lusso a tempo determinato.
ottobre 30, 2008 at 10:15 · Archiviato in: Benessere & fun, Ultime Notizie
Lo dicono tutti: un bicchiere di vino a pasto fa bene alla salute! Solo uno però, e se immediatamente ci si deve porre alla guida forse è meglio evitare per essere lucidi il più possibile.
Tuttavia, se oramai è acclarato che una modica quantità di vino fa bene al cuore, la scelta tra vino bianco o rosso è sempre molto attuale. La differenza di lavorazione tra i due tipi di bevande sta nel fatto che per realizzare il rosso viene usata anche la buccia dell’uva, ricca di resveratolo (la sostanza che fa bene al cuore proteggendo i mitocontri delle cellule cardiache), mentre per il bianco solo la polpa del frutto.
La saggezza popolare da sempre ripete che “vino rosso fa buon sangue” e se finora la scienza aveva dato ragione alle nostre radici culturali, recenti studi hanno rivelato un’alta quantità di sostanza benefica anche nella polpa, dunque tra vino bianco e rosso non ci sarebbe differenza alcuna.
Attenzione però, l’effetto benefico vale solo per il nettare degli dei più famoso del mondo , non per gli altri tipi di alcolici o superalcolici, che tra l’altro possono alterare anche in modo rivelante i riflessi e provocare sonnolenza.

ottobre 24, 2008 at 17:50 · Archiviato in: Come Funziona, Locali e affiliati
Se ci passate il doppio senso, possiamo dire che i buoni pasto fanno… incassare i ristoratori. Nel senso che, dal punto di vista dei locali affiliati, il servizio ha due facce: una gradita, una meno. Cominciamo dalla prima. I buoni pasto portano nei locali convenzionati una clientela numerosa e fedele: solo per DAY, si parla di oltre 250.000 persone ogni giorno! Molti di questi clienti, se non fosse per i buoni pasto, potrebbero scegliere di “arrangiarsi” da soli, o magari non sarebbero habituè di un locale in particolare. Insomma, i “ticket” per il pranzo rappresentano la sicurezza di un giro di affari più ampio, per chi li accetta in pagamento. L’altra faccia della medaglia è che i ristoratori pagano questo servizio, con una percentuale di sconto sul valore dei buoni. E i rimborsi non sono immediati, ma hanno i tempi standard dei pagamenti da impresa a impresa. Per tagliare le attese, DAY ha creato dei servizi aggiuntivi di pagamento veloce.
Naturalmente, le società emettitrici ritengono di offrire un servizio di valore ai loro partner della ristorazione. Altrettanto naturalmente, i ristoratori vorrebbero percentuali più basse e tempi più rapidi… E questa è la normale dialettica di qualunque rapporto di collaborazione d’affari. Una collaborazione che, nel caso di DAY, prosegue da oltre venti anni con più di 75.000 locali in tutta Italia.


ottobre 22, 2008 at 19:14 · Archiviato in: Come Funziona, Consigli, Risparmio
Il caro vita rosicchia ogni giorno un po’ del nostro potere d’acquisto? I buoni pasto possono aiutarci a difenderlo. Come? Possiamo chiedere al nostro datore di lavoro un’indennità di mensa in busta paga. Oppure i buoni pasto. Che differenza c’è? Che con buoni possiamo spendere fino al 40% in più! Perché i buoni pasto sono esenti da “trattenute” (tasse, previdenza, TFR ecc) fino a 5,29 euro per buono. Per dettagli, potete vedere il sito DAY. In pratica: un buono da 5,29 euro al giorno, per i 23 giorni lavorativi di ottobre fanno 121,67 euro da spendere. Se la stessa cifra lorda venisse versata come indennità, nella nostra busta paga rimarrebbero ben… 80,96 euro. Ovvero, 40,71 euro “mangiati” dal fisco. Invece che da noi! E i buoni pasto DAY si possono spendere anche nelle gastronomie di molti supermercati, oltre che in locali di tutti i tipi.
Ma il benessere non è solo una questione di economia.
È più facile “staccare” dai pensieri quotidiani pranzando con amici e colleghi in un locale e poi pagare con i buoni, piuttosto che mangiare gli avanzi della sera prima su un angolo della scrivania… Infine, i buoni pasto possono essere utilizzati da tutti i lavoratori: dipendenti a tempo pieno, part time e collaboratori. Quindi i buoni pasto non fanno differenze tra le persone, ma possono fare una bella differenza nella vita di tutti i giorni.

ottobre 22, 2008 at 18:59 · Archiviato in: Come Funziona, Consigli, Risparmio
Pubblichiamo alcuni post sui vantaggi e il funzionalemento dei buoni pasto, da diversi punti i vista. Cominciamo dalle aziende. Cioè da chi i buoni pasto li acquista.
Già, le aziende acquistano i “ticket” dalle società emettitrici per il loro personale. Ma perché? Non farebbero prima a dare ai lavoratori dei soldi in più nella busta paga? Perché con i buoni pasto le aziende risparmiano fino all’84%! Il buono pasto è considerato per legge un “servizio sostitutivo di mensa” e come tale è esente (fino a 5,29 euro per buono) da tutte le tasse, i contributi, le rate di tredicesima, quattordicesima, ferie e TFR che gravano sul reddito da lavoro dipendente. In più i buoni sono completamente detraibili, IVA compresa. Qui trovate i dettagli.
In pratica: per dare 5,29 euro a un dipendente come indennità di mensa in busta paga, un’impresa ne spenderebbe in realtà 9,98. Con i ticket ne spende 5,29, che possono diventare anche meno grazie alle convenzioni, e in più detrae la spesa. Per di più, offre ai dipendenti un servizio di solito molto apprezzato. Perché? Per motivi “paralleli”. Che vedremo nel prossimo post.

ottobre 22, 2008 at 18:11 · Archiviato in: Come Funziona, Consigli, Locali e affiliati, Risparmio
Una domanda ricorrente, quando si parla di buoni pasto, è: ma posso farci anche la spesa? La risposta è: sì, ma rispettando alcuni criteri. Tra i tanti locali convenzionati (o “affiliati”) con il servizio DAY, ad esempio, ci sono anche molti supermercati. Poiché secondo le norme che regolamentano il settore, i buoni pasto sono un “servizio sostitutivo di mensa”, possono essere spesi solo per acquistare generi alimentari e non, per esempio, detersivi. Potreste obiettare che il detersivo vi serve per lavare i piatti utilizzati per pranzare… ma lasciamo stare. Inoltre, non si possono cumulare più buoni per uno stesso acquisto.
Nei fatti, molti punti vendita accettano i “ticket” in pagamento senza guardare tanto a cosa c’è nel carrello né a quanti buoni vengono utilizzati. La regola rimane però quella che abbiamo detto.
In ogni caso, poter spendere il nostro buono pasto anche in un supermarket ci offre una scelta più ampia, e un potere d’acquisto maggiore.
Se usate i buoni pasto DAY e volete sapere in quali locali (supermercati compresi) potete spenderli, andate alla pagina “ricerca locali” del sito day.it, oppure usate il “Trovalocali” di DAY Club, che offre una selezione dei locali più vicini. Buona spesa e buon appetito.

ottobre 22, 2008 at 17:43 · Archiviato in: Benessere & fun, Consigli
Fare una pausa non vuol dire solo “riempirsi la pancia”: “svuotare la mente” è altrettanto importante per il nostro benessere psico-fisico. Quale tecnica consigliamo? La meditazione zen? L’acquarello inglese? Nooo: UNA BELLA PARTITA ON LINE! A UN VIDEOGAME DEMENZIALE!!! Sììì!
DAY Club, la community degli utenti dei buoni pasto DAY, questo mese segnala nella pagina “benessere” i link a quattro giochi on line. Sono tutti molto originali, divertenti e… non troppo intelligenti. L’ideale per rilassarsi qualche minuto in ufficio, prima o dopo pranzo.
- In uno sei un cavaliere nero che riscuote le tasse a suon di mazzate.
- Nel secondo devi operare d’urgenza un coniglietto di peluche.
- Con il terzo puoi costruirti un identikit da vero ricercato.
- Infine puoi fare il karaoke con le tue canzoni preferite (aiuto).
Buon divertimento!

ottobre 20, 2008 at 17:23 · Archiviato in: Come Funziona, Consigli, Ultime Notizie
Su e-bay si trova di tutto, questo è risaputo, ma avete mai provato a digitare “buoni pasto”? Digitando le due paroline magiche appaiono una sfilza di offerte di ticket di varie società.
I venditori sono per lo più dipendenti che preferiscono contanti ai buoni e rivendono gli stessi a prezzi scontatissimi per far cassa. Con e-bay si crea un’inserzione descrivendo l’oggetto e stabilendo una base d’asta dalla quale partire. La “gara” può durare una settimana come più giorni e alla scadenza l’aggiudicatario ha l’obbligo morale di pagare l’oggetto desiderato secondo le modalità indicate dal venditore, il quale, a sua volta, si impegna a spedirlo in tempi ragionevoli.
Su e-bay si vendono blocchetti interi, ma anche singoli buoni, come nel caso di quello che li cede a €4.50 per un valore nominale di €5.29. Ciò che colpisce è che le aste sono gettonatissime: si arriva ad avere fino a 26 offerte contemporaneamente per lo stesso blocchetto, ma è significativo che vanno a buon fine tutte le inserzioni (cosa rara per e-bay), segno di un mercato clandestino piuttosto attivo.
E’ bene chiarire però che tutto ciò è illegale, infatti il buono pasto non solo non è cedibile a terzi, ma è anche non convertibile in denaro e non commerciabile. Può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dall’utilizzatore e dunque non può essere oggetto di vendita su e-bay.
Leggendo le descrizioni degli inserzionisti ci si rende conto che si tratta di buoni pasto che riportano la ragione sociale dell’azienda e spesso anche il nome del dipendente, dunque il compratore sa benissimo che non può spacciarli per propri.
L’invito ai lettori ovviamente è a non cedere alla “tentazione” : quel tipo di iniziativa infatti è completamente illecita.

ottobre 9, 2008 at 11:21 · Archiviato in: Risparmio, Ultime Notizie
Il Sole24Ore aveva anticipato la notizia, la Gazzetta Ufficiale l’ha confermata: dal 1° settembre e per tutto il 2008, è possibile portare in detrazione anche l’IVA che grava sull’acquisto dei buoni pasto. Lo stabilisce l’articolo 83, comma 28 bis del decreto legge 112/2008. Un nuovo risparmio si aggiunge così ai tanti vantaggi che i buoni pasto offrono a chi li utilizza, ai titolari di partita IVA e soprattutto alle aziende. Basti pensare che un’impresa che assegna i buoni pasto al suo personale risparmia fino all’84% di una indennità di mensa in busta paga!
In “soldoni”, questa è un’opportunità da cogliere al volo: chi acquista i buoni pasto adesso, si assicura subito il massimo vantaggio fiscale per l’anno in corso, e potrà tranquillamente utilizzare i buoni pasto nei mesi successivi. I buoni pasto DAY ordinati ora, ad esempio, sono validi per tutto il 2009. Per maggiori dettagli sulle norme, consigliamo di consultare il sito www.day.it. Comunque pubblicheremo prossimamente degli altri post per trattare l’argomento dai diversi punti di vista. Buona pausa a tutti!
ottobre 9, 2008 at 09:18 · Archiviato in: Benessere & fun, Consigli
Il viaggio intorno al mondo della pausa lavorativa ci porta ad affrontare l’argomento “stress”, abusato negli ultimi anni. Chi non ha mai pronunciato la fatidica frase: “sono stressato”?
Lo stress non è una malattia, ma può causare diversi problemi se si manifesta con intensità e per periodi prolungati. In particolare, lo stress da lavoro si genera quando le richieste e le pressioni diventano eccessive.
I sintomi principali sono: sensazione di stanchezza in generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, depressioni, attacchi di ansia, dolori muscolari.
La Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali della Commissione Europea ha individuato i fattori più comuni di stress lavorativo, come l’eccessiva (o troppo poco) quantità di lavoro , scarso tempo per portarlo a termine, mancanza di chiarezza nelle mansioni da svolgere, eccessiva e non ricompensata responsabilità, la poca collaborazione dei colleghi, condizioni lavorative inidonee.
L’eccessivo stress crea malfunzionamenti chimici del cervello, causando un eccessivo senso di fatica, ansietà, fino a sfociare in depressione e disturbi del sonno e a lungo andare può procurare danni ad alcuni organi quali il cuore, i polmoni e l’apparato gastro-intestinale.
Il rimedio più efficace è il relax, intervenendo sugli stimoli stressanti attraverso tecniche specifiche di rilassamento. Insomma, quel “Take it easy” che diventa un modo sano di affrontare la vita.

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